Segui QdM Notizie

Cronaca

Jesi Spazio del Rjuso, fine del finanziamento ma il progetto continua

Conclusi i due anni che hanno visto la realizzazione del centro logistico – di raccolta e stoccaggio di mobili ed elettrodomestici per famiglie bisognose – e lo svolgimento di tante attività correlate, in partenza nuove iniziative

Jesi – Sono 93 le persone che hanno donato mobili ed elettrodomestici allo Spazio del Rjuso, 40 le famiglie seguita dalla Caritas diocesana aiutate, 4 i tirocini sociali attivati, 8 i volontari stabili che hanno seguito le attività del magazzino, 15 gli incontri di comunità organizzati, 13 gli eventi realizzati, un patto di collaborazione attivato per le piccole manutenzioni del quartiere San Giuseppe

Sono questi i numeri dello Spazio del Rjuso, un centro logistico nel cuore del quartiere di San Giuseppe, proprio accanto al Centro Ambiente di Viale Don Minzoni, dove vengono stoccati e sistemati mobili, elettrodomestici, elementi di arredo della casa che non si utilizzano più e che vengono donati a famiglie meno abbienti, individuate dalla Caritas.

Leggi anche: Jesi San Giuseppe: inaugurato il nuovo Spazio del Rjuso

Uno spazio che ha preso vita due anni fa, grazie al finanziamento di un progetto presentato dalla Caritas che ha ottenuto un finanziamento da Cariverona per un importo di 77mila euro, su 97mila euro complessivi. Ieri sono stati presentati i risultati e le attività del progetto – del quale si è concluso in questi mesi il finanziamento – dalle associazioni e realtà del quartiere che hanno collaborato alla sua realizzazione e continueranno a collaborare per il reperimento di nuovi fondi che possano mantenere in vita le tante attività avviate e che non si fermano al solo stoccaggio di mobili ma riguardano tutti gli eventi che hanno animato la vita della comunità e del quartiere.

«Un progetto che ha il suo focus nella rigenerazione urbana – ha spiegato Mariangela Boiani referente del progetto per la Caritas -, ma non riguarda solo la rigenerazione di oggetti, anche quella di spazi e relazioni. Sono stati 2 anni ricchi di iniziative: eventi nelle scuole per divulgare le conoscenze su sostenibilità ambientale e riciclo, laboratori, eventi di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza, attività di pulizia e piccole manutenzioni per il quartiere».

«Tutto questo è stato possibile grazie ai numerosi partner coinvolti nel progetto – Legambiente, Fondazione Michele Scarponi, Jesi Clean, Orto del Sorriso, Croce Rossa e Asp Ambito 9 – e alle realtà che si sono aggiunte nel corso delle attività, come il Comitati di Quartiere San Giuseppe e Smia, il Centro culturale islamico Al Huda, gli studenti della scuola media Federico II, del Liceo Artistico Mannucci, dell’Itas Galilei, la parrocchia e il gruppo Scout Jesi2, l’associazione Jesibassa, il Circolo Acli, In.Con.Tra Jesi, il Food Buster, il laboratorio artistico di Elisa Latini».

Vedi anche: Jesi Torna “Puliamo il mondo”, quest’anno in sinergia con Spazio Rjuso

Vedi anche: Jesi Sfilata Ri-Fashion con l’atelier della scuola media Federico II

Realtà e soggetti privati che si sono messi al servizio del progetto proponendo attività e offrendo il loro sostegno per la realizzazione, mettendo a disposizione materiale e manodopera gratuita.

«Ci siamo uniti mettendo a disposizione uno spazio in particolare – ha spiegato l’assessora alla partecipazione Paola Lenti, riferendosi al locale magazzino per il deposito dei mobili, concesso alla Caritas in comodato d’uso – ampliando poi l’iniziativa anche ai luoghi limitrofi, coinvolgendo gli spazi del quartiere per lo svolgimento di tante attività che hanno animato la comunità e creato fermento coinvolgendo anche il Comitato di Quartiere, l’auspicio è che le attività possano continuare anche dopo la fine dei finanziamenti».

Ora che il progetto finanziato da Cariverona volge al termine, infatti, la Caritas promette che le attività non si fermeranno, «sono tante le relazioni che abbiamo creato con associazioni e scuole e che continueremo a portare avanti grazie a due nuovi progetti che daranno continuità a quanto intrapreso: Ecoconnessioni e Custodi del Bello», ha spiegato Mariangela Boiani.

Ecoconnessioni è un progetto sulla stessa linea dello Spazio del Rjuso, presentato da Croce Rossa Italiana Comitato di Jesi a Cariverona, che ha ottenuto il finanziamento, prevede azioni integrate per la sostenibilità ambientale, attività per la salvaguardia degli ecosistemi e per l’ultilizzo di energia da fonti rinnovabili grazie alla collaborazione con la Cer jesina, attività di pulizia, ma anche attività di scambio a livello internazionale», hanno spiegato il presidente di Cri Jesi, Elia Emma, e Giuliano Mazzarini, delegato tecnico per l’innovazione del volontariato.

Ancora in fase di progettazione Custodi del Bello, che sarà sotto la coordinazione di Matteo Donati dell’Orto del Sorriso.

«Ci interessa l’animazione del territorio su tante tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità, insieme a Caritas vorremmo valorizzare il percorso svolto fin qui, elevandolo a livello nazionale. Custodi del bello è infatti un progetto che realizza le stesse attività ma con coordinamento nazionale, ci permetterebbe di interagire e attingere dalle esperienze di altre città, per ora sono 10 quelle coinvolte, nel centro Italia saremo noi e Firenze».

Leggi anche: Jesi Volontari ripristinano le griglie in via Friuli

Altra iniziativa di cui i presenti hanno sottolineato l’importanza è la costituzione di un gruppo di cittadini, coordinati da Giorgio Pittori, che grazie a un patto di collaborazione con il Comune, si è costituito come Gruppo piccole manutenzioni.

«Un momento molto importante perché volevamo coinvolgere i cittadini e renderli protagonisti della vita della città, soprattutto in un luogo come San Giuseppe spesso visto come teatro di conflitti ma anche luogo di grande ricchezza», ha sottolineato Mariangela Boiani.

«Ci occupiamo di effettuare piccole riparazioni, partendo da un’analisi di ciò che non funziona nel quartiere per poi capire come aggiustarla e fare meglio – ha spiegato Giorgio Pittori – , uno strumento prezioso per ricostituire un tessuto di relazioni tra persone attive, sentirci utili e diffondere il rispetto e la cura del quartiere tra le persone. Il nostro primo lavoro è stata la sistemazione delle griglie intorno agli alberi di via Friuli. Ogni volontario partecipa per quello che può, dando il suo contributo».

Per la costituzione di questo patto di collaborazione è stato istituito in Comune il regolamento dei volontari civici, che ne prevede una copertura assicurativa e introduce una figura che potrà essere esportata anche negli altri quartieri.

«La forza di Jesi è basata sulla forza delle relazioni che si creano tra i soggetti, le associazioni e gli Enti della comunità, come è avvenuto per questo progetto, relazioni che si basano su stima e amicizia e ci permettono di progettare insieme anche iniziative future potendo contare sulla collaborazione degli altri partner», ha evidenziato il direttore della Caritas, il diacono Marco D’Aurizio.

Il 20 novembre a Palazzo dei Convegni, alle 18, la restituzione dei risultati del progetto alla cittadinanza e domenica 23 novembre la festa di comunità, presso la sede del Comitato di Quartiere in via Tessitori.

© riproduzione riservata