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Cronaca

JESI / Torna la 53esima Stagione Lirica, riscoperta coraggiosa

Cartellone variegato con cinque appuntamenti e sette titoli fra opera, danza e musical nonostante le difficoltà legate alle normative anti contagio

JESI, 14 ottobre 2020 – Un cartellone variegato e coraggioso, “Covid free” ma con allestimenti tutti scenici, per un omaggio al teatro musicale in un viaggio tra le epoche, dal ‘700 al ‘900, fino ai nostri giorni. È la proposta della Fondazione Pergolesi Spontini per la 53esima Stagione Lirica di Tradizione del teatro Pergolesi che, da ottobre a dicembre 2020, propone cinque appuntamenti e sette titoli (due i dittici), tra prime assolute e grandi classici, pensati per offrire al pubblico un’offerta varia e piacevole, nonostante le difficoltà legate alle normative anti contagio.

«Vari i linguaggi musicali e artistici che si alterneranno – l’opera lirica, la danza, il musical – in un programma che punta sulla capacità del teatro Pergolesi di produrre nuove opere, ideare progetti, e di riportare alla luce preziose rarità musicali – spiega il direttore artistico Cristian Carrara -. Invece di ridurre le opere liriche di repertorio, o di realizzare serate e gala operistici, abbiamo scelto di riscoprire il vasto repertorio di teatro musicale che può essere messo in scena. Tutti i titoli saranno vere e proprie opere allestite, e avranno il colore musicale originale, senza alcuna rielaborazione».

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Cristian Carrara

Il cartellone si apre sabato 17 ottobre ore 20.30, con replica domenica 18 ore 16 e anteprima giovani il 15 ottobre ore 16, con un dittico in omaggio a Giovanni Battista Pergolesi: la prima assoluta della coreografia per due danzatori sulla Suite italienne di Stravinskij, per violoncello e pianoforte, e la prima esecuzione in epoca moderna dei tre intermezzi in musica Lesbina e Milo (1707) di Giuseppe Vignola.

In occasione dei 100 anni dalla prima rappresentazione del balletto “Pulcinella” di Igor Stravinskij, costruito su arie del ‘700 napoletano, tra cui alcune di Pergolesi, si presenta una nuova creazione di danza, la coreografia per due danzatori creata e interpretata da Sasha Riva e Simone Repele sulla “Suite Italienne” che Stravinskij compose su alcune tra le pagine più belle del suo “Pulcinella”. Al violoncello Riccardo Pes, al pianoforte Andrea Boscutti. Coproduzione con Daniele Cipriani Entertainment.

Nella seconda parte della serata, va in scena per la prima volta in epoca moderna “Lesbina e Milo” (1707) del compositore di scuola napoletana Giuseppe Vignola (1662-1712), tre intermezzi per musica su libretto di Carlo De Petris, rappresentata per la prima volta il 1 dicembre 1707 al Teatro San Bartolomeo di Napoli. La partitura rappresenta un esempio interessante di quella che diverrà poi la forma dell’Intermezzo buffo, di cui “La Serva Padrona” di Pergolesi sarà esempio mirabile.

Gli intermezzi sono proposti nella revisione critica a cura di Maria Chiara Olmetti. La direzione è affidata a Marco Feruglio sul podio della Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana, la regia è di Deda Colonna, scene Benito Leonori, light designer Alessandro Carletti. Cantano il soprano Giulia Bolcato nel ruolo di Lesbina, e il tenore Alberto Allegrezza in quello Milo.

“Lesbina e Milo” erano originariamente inseriti nell’opera “La fede tradita e vendicata” di Francesco Gasparini, un dramma di gran successo che, dopo la prima del 1704 a Venezia, ebbe più di ottanta riprese per tutto il secolo. Della partitura di “Lesbina e Milo” ci resta un unico testimone, il manoscritto dell’intero dramma serio e delle relative scene buffe, conservato presso la Biblioteca del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli, fonte dell’edizione critica qui utilizzata per l’esecuzione.

Sabato 7 novembre ore 20.30 e domenica 8 novembre ore 16, con anteprima giovani giovedì 5 novembre ore 16, appuntamento con la nuova produzione de “Notte per me luminosa”, scene liriche su personaggi dell’Orlando Furioso, con musica di Marco Betta, soggetto e testo di Dario Oliveri. Direttore Gabriele Bonolis, la regia è di Matteo Mazzoni, le scene di Ginevra Fusari e Alice Gentili. Cantano Giacomo Medici, Aloisa Aisemberg e Margherita Hibel, voce recitante Michele Bandini, suona la Form.

Si tratta di un’opera contemporanea di Marco Betta, scritta per il Teatro Comunale di Modena nel 2016, uno spettacolo teatrale – o un lungo madrigale a più voci – sulla morte di Ludovico Ariosto, di cui propone un’immaginaria narrazione poetica, ma anche un’opera sul mistero della creazione artistica e sul potere della letteratura. Un’opera che si alimenta di altre opere, soprattutto musicali e poetiche. Quattro i personaggi in scena, Angelica, Orlando, Astolfo e Medoro, con la fugace apparizione di un pastore. Tali personaggi sono evocati dai sogni e ricordi di Ariosto, quest’ultimo interpretato da una voce narrante.

Venerdì 27 novembre ore 20.30, sabato 28 ore 20.30 e domenica 29 ore 16 – con anteprime riservate ai giovani il 24, 25 e 26 novembre, va in scena la prima esecuzione assoluta di “Şirket”. Appello circense all’umanità contemporanea”, CircOpera di Giacomo Costantini pioniere del circo contemporaneo in Italia, e con la musica del giovane compositore trentino Nicola Segatta. Leonardo Sini dirige il Time Machine Ensemble, la regia è di Giacomo Costantini, le scene Benito Leonori. Nel cast, due cantanti lirici e gli artisti circensi Fabiana Ruiz Diaz, Giacomo Costantini, Andrea Farnetani e Amedeo Miori. È la storia di una compagnia composta da circensi, cantanti, danzatori e musicisti entrati in contatto con George Ivanovic Gurdjieff, uomo interamente consacrato alla ricerca di una conoscenza perduta e all’arduo compito di farla rivivere ai nostri giorni. Canto, musica e danza si intrecciano sul palco con numeri di acrobatica aerea, sospensione capillare, equilibri in altezza, boleadoras e il suggestivo numero di escapologia in una vasca d’acqua.

Lo scenografo Benito Leonori

Il cartellone prosegue sabato 19 dicembre ore 20,30 e domenica 20 ore 16 con anteprima giovani giovedì 17 dicembre ore 16, con un dittico in una nuova produzione della Fondazione. Due titoli solo apparentemente distanti tra loro: l’opera buffa in un atto “Il telefono (o l’amore a tre)” scritto nel 1947 da Gian Carlo Menotti, e gli intermezzi “La serva padrona” (1733) di Pergolesi su libretto di Gennarantonio Federico. Due opere che trattano entrambe dell’amore in maniera comica, avvalendosi di un terzo incomodo: il telefono, in Menotti, il servo muto, in Pergolesi. Nella compagnia di canto sono Giulia Bolcato (Lucy/Serpina), Lorenzo Grante (Ben/Uberto) e Mario Pirovano (Vespone, servo muto). Dirige Flavio Emilio Scogna, la regia è di Jacopo Fo, suona il Time Machine Ensemble.

La Stagione Lirica chiude domenica 27 dicembre alle ore 16 con una strenna natalizia dedicata alle famiglie: il musical “Cookies”, di Lorenzo Vacchi e Stefano Bonsi, per la regia di Mauro Simone, una nuova produzione in collaborazione con la Bernstein School of Musical Theater. La direzione musicale è di Lorenzo Vacchi, vocal coach Shawna Farrel, coreografie Andrea Verzicco, costumi Fabio Cicolani e Silvia Cerpolini.

Usa 1924: alla Johnson School, si tiene la grande cerimonia delle lauree. Tutti gli studenti sognano la loro prossima carriera da economisti, commercialisti e notai. Tra loro, però, c’è una ragazza, Daisy Grey, che sogna di diventare una cuoca e di aprire una locanda tutta sua. In occasione di un concorso culinario, per pura casualità, prepara dei biscotti davvero strani: non hanno il cacao al loro interno, bensì delle gocce di cioccolato che scrocchiano sotto i denti. Daisy non sa che quella ricetta cambierà non solo le sorti del concorso e della sua locanda, ma diventerà un vero e proprio mito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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