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Jesi Viale della Vittoria, «la sua natura è di essere più cose insieme»

L’ingegner Mario Talacchia sul restyling: «La sua riconfigurazione deve partire da questo assunto, ogni bisogno generato dagli usi deve essere soddisfatto e avere una risposta adeguata»

Jesi – Vi dico quello che penso. Il Viale della Vittoria è più cose insieme, a questa sua natura corrisponde la sua forza e la sua debolezza.

È asse di attraversamento strategico della città, recepisce il traffico delle strade delle aree residenziali dei colli, è un luogo in cui hanno sede molte attività commerciali, artigianali e di servizio, è luogo di carico e di scarico delle merci, è luogo di uffici e di residenze, è luogo di sosta degli autoveicoli di cittadini di altre parti della città e del territorio più vasto per accedere al centro storico, è asse viario strategico utilizzato la mattina e a metà giornata da decine di autobus delle scuole e da cittadini per andare e ritornare dal lavoro.

La riconfigurazione del Viale deve partire da questi assunti. Ogni bisogno generato da questi usi deve essere soddisfatto e avere una risposta adeguata per dimensionamento e per ubicazione.

Non esistono cittadini solo ciclisti, solo pedoni, solo automobilisti. Un cittadino che abita in periferia, magari anziano, magari con difficoltà motorie, magari in un giorno di tempo cattivo, deve avere riconosciuto il diritto di raggiungere il centro in modo sufficientemente comodo.

Nel suo tragitto è prima automobilista, poi pedone, poi utente di un qualche servizio, poi viceversa. Ricorro a Renzo Piano, stiamo attenti a non generare luoghi di debolezze urbane.

Salvaguardiamo i luoghi con forte densità di attività, sono i luoghi della centralità, un Viale senza attività è deserto.

Saggezza ed equilibrio, per favore.

Ingegner Mario Talacchia

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