Monsano Comunità colpita al cuore, distrutto il presepe in piazza: «Che tristezza!»
Realizzato in collaborazione con i bambini non verrà ripristinato ma rimarrà «come simbolo del degrado culturale e sociale che stiamo vivendo», afferma il sindaco Campelli, la reazione del parroco don Federico
Monsano – Nella notte tra sabato e domenica, un gesto vandalico ha colpito il cuore della comunità: il presepio allestito in Piazza Mazzini, inaugurato lo scorso 8 dicembre e realizzato con la collaborazione dei bambini delle scuole primaria e dell’infanzia, è stato distrutto.
L’albero decorato dai più piccoli e le statuine del presepe sono state oggetto di un atto di violenza gratuita che lascia interdetti.

Le statuine in resina, oltre al valore economico, ne avevano soprattutto uno affettivo per il sindaco Roberto Campelli, proprietario delle stesse, appassionato di presepi, ed erano state ricevute in regalo dalla nonna prima di morire.
Sono state trovate danneggiate, alcune addirittura decapitate, probabilmente a causa di petardi fatti esplodere nella notte. L’accaduto ha suscitato indignazione e rabbia.

Il Sindaco ha espresso tutto il suo dispiacere e la sua amarezza per quanto accaduto.
«Posso dire soltanto che chi si è reso artefice di questo atto vandalico ci ricorda appunto che stiamo vivendo in un mondo in guerra, e che anche un presepio può diventare il simbolo di guerra e non di pace, come lo è sempre stato».

Roberto Campelli, alla guida dell’Amministrazione comunale da vent’anni e precedentemente presidente della Pro Loco, ha sottolineato come quanto accaduto rappresenti una triste novità per Monsano.
«In vent’anni non era mai successo niente di simile, il presepio è sempre stato rispettato. Se questo è stato un gioco, ebbene era un gioco che non doveva essere fatto».
Il Sindaco ha deciso di non ripristinare il presepe con altre statuine, lasciandolo come simbolo del degrado culturale e sociale che stiamo vivendo.
«Sarà un presepio bombardato, un presepio che ha vissuto la guerra e si è immedesimato nel secolo in cui viviamo. In un momento in cui Monsano è stata colpita da due lutti di persone che non avevano nemmeno 60 anni, vedere un gesto del genere è deprimente».
E poi ha concluso lanciando un appello ai giovani: «Vorrei che i ragazzi che sono in gamba isolassero chi continua a fare queste azioni irresponsabili».

Anche don Federico Rango, insediatosi in estate come parroco di Monsano, ha commentato l’episodio, manifestando il proprio dispiacere per l’accaduto.
«L’unica speranza che ho è che le famiglie, accorgendosi eventualmente della responsabilità dei figli, mettano in atto sistemi educativi e non semplicemente perdonativi. Questo episodio è il segno di un fenomeno di noia che ci chiede di trovare occasioni per offrire ai ragazzi spazi costruttivi».
Il parroco ha poi ribadito la necessità di un equilibrio tra comprensione e rigore.
«Se e quando saranno trovati i responsabili, è importante che le famiglie intraprendano azioni educative senza esagerare ma neanche minimizzare».
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