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Monsano Luigi Lo Cascio al Miami Disco Club per le riprese de “Il Mestiere”
Ma anche tra Jesi, Ancona, Numana, Filottrano e Castelfidardo le location dei set cinematografici del film di Beppe Tufarolo
Monsano – La sala giochi del Miami Disco Club, si è trasformata in un set cinematografico, per le riprese del film Il Mestiere – la regia di Beppe Tufarulo, protagonista il noto attore Luigi Lo Cascio – che si stanno girando tra Jesi, Monsano, Ancona, Numana, Filottrano, Castelfidardo.
A Jesi tra i luoghi scelti per le riprese, l’ex Albergo Italia e il mercato coperto di via Mercantini.
Vedi anche: Jesi Luigi Lo Cascio, ciak all’Albergo Italia
«Le Marche sono bellissime, una terra di cultura, poesia, teatro e finalmente anche di cinema – ha affermato il protagonista -, ho conosciuto fin da giovanissimo i teatri storici di questa regione, il mio primo spettacolo dopo l’accademia l’ho portato a Tolentino, ma non avevo mai girato un film in questo territorio e spero che sia l’inizio di tante nuove avventure».

Così Luigi Lo Cascio ha raccontato la sua esperienza nella nostra regione, sul set de Il Mestiere, che lo vede protagonista nei panni di Sauro Cantafame.
«Voglio che il mio personaggio rimanga un po’ misterioso, fa uno strano mestiere, si aggira in una terra di confine tra la vita e la morte».

Un noir surreale in cui l’attore interpreta un uomo solitario e con un drammatico passato. Il suo mestiere è particolare: su commissione aggiusta i morti, sino a montare nei loro corpi pulsanti cuori meccanici.
Con la sua Apecar attraversa un Sud violento, lunare, di frontiera, tra la realtà e l’inverosimile. Sarà l’incontro con Giocondo, un ragazzo murato in se stesso ma con un misterioso dono, a riportarlo alla vita e ai sentimenti, tanto da affrontare il rischio di sfidare la deità criminale di Vito la Scimmia che, in quel territorio alla fine del mondo, tutto comanda e dispone.
Con Il Mestiere, Beppe Tufarulo esordisce nel lungometraggio di finzione, dopo una consistente esperienza nei corti – tra i quali Baradar, nominato ai David di Donatello – e i documentari in ambito musicale (tra cui spicca Ferro), sportivo (All or Nothing: Juventus e Italia 1982: una storia azzurra) e pubblicitario (Armani privé – A view beyond e Una favola siciliana).

«Il protagonista del film – ha spiegato il regista – si muove in un non luogo e in un tempo sospeso. Partire con queste esigenze alla ricerca di luoghi adatti nelle Marche all’inizio non sembrava semplice. Poi invece siamo stati piacevolmente sorpresi dalla capacità dei professionisti locali di proporci esattamente le location che cercavamo. Con noi lavorano molti marchigiani nei vari dipartimenti con i quali si è subito creato un rapporto molto forte, non è semplice entrare dentro un film che è in movimento, con ambientazioni indefinite e con una lingua che è una sorta di napoletano».

Il film è prodotto da Mad Entertainment, Dude Originals e Art of Panic in collaborazione con Rai Cinema, in coproduzione con Umedia e con Rosebud Entertainment Pictures, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission, con il contributo di Lazio Cinema International, di Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission e di Regione Campania e Film Commission Regione Campania, realizzato con il contributo del Mic – Dg Cinema e Audiovisivo.
«Luigi Lo Cascio nelle Marche è la garanzia che stiamo realizzando un prodotto di
altissimo livello, basta vedere che nella produzione c’è anche Rai Cinema tra gli altri – ha affermato Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – ed è una produzione che è in partenariato con altre regioni, Lazio, Campania e Calabria, quindi un’opera importante, un racconto surreale destinato al mercato nazionale e internazionale».
«Sarà una splendida vetrina per le Marche, sono tanti i luoghi dove si gira in queste settimane, con una troupe di 60 persone di cui un quarto sono professionisti marchigiani e questo mi fa davvero molto piacere, si gira a Monsano, a Jesi, ad Ancona, a Numana, a Castelfidardo, e a Filottrano, insomma un bel pezzo del nostro territorio».
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