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Monte Roberto La Festa che profuma di devozione e di radici

Quella del Santissimo Crocifisso che ha portato in paese non solo Confraternite e Sodalizi delle Marche ma anche coloro che negli anni si sono trasferiti altrove e che, puntualmente, scelgono di tornare a casa

Monte Roberto – C’è un filo che lega Monte Roberto al suo Crocifisso ligneo, ed è un filo che non si spezza con il tempo né con la distanza.

La Festa del Santissimo Crocifisso, che si è svolta dal 24 al 31 agosto ha riportato  in paese tanti fedeli: non solo i residenti, ma anche coloro che negli anni si sono trasferiti altrove e che, puntualmente, scelgono di tornare a casa per non mancare a un appuntamento che profuma di radici.

Nella mattinata di ieri, 31 agosto, Monte Roberto ha ospitato il raduno regionale delle Confraternite e dei Sodalizi delle Marche. Giornata che si è aperta con l’accoglienza al nuovo vescovo della Diocesi di Jesi, mons. Paolo Ricciardi, trasferito a gennaio da Roma e accolto con grande calore dalle autorità civili e militari e dai Sindaci della Vallesina.

«Qualcuno in questi mesi mi ha chiesto come si fa a passare da una citta come Roma a una realtà cosi diversa… A tutti ho risposto perchè ci credo veramente, che ci ho guadagnato a venire qui, qui c’è una dimensione ancora familiare e di relazione e spero che lo sarà ancora».

A fare gli onori di casa, ieri mattina, il sindaco Lorenzo Focante, che ha sottolineato come la presenza delle Confraternite marchigiane abbia restituito alla comunità il senso di unione e di appartenenza.

La mattinata è proseguita con il convegno “Pandemia, dazi, guerre, crisi globale. Quale fiducia infondere nell’Anno Santo della speranza?”, introdotto da don Alberto Balducci, parroco delle parrocchie di San Silvestro di Monte Roberto e San Benedetto Abate di Pianello Vallesina, e arricchito dagli interventi del vescovo Paolo e dello storico Gianni Barchi, direttore dei Quaderni Storici Esini e membro della Deputazione di Storia Patria delle Marche.

Un raduno, quello delle Confraternite, voluto dal priore Gianluca Piccioni, organizzatore della festa.

«Un sogno che avevo da molti anni e che finalmente ho realizzato», ha dichiarato con emozione.

La giornata si è conclusa con la suggestiva processione per le vie del paese, accompagnata dalla Banda Musicale di Pianello Vallesina diretta dal maestro Mattia Zepponi, occasione, come ogni anno, di incontri e ricordi.

Si rivedono volti che il tempo ha segnato con le rughe ma che conservano negli occhi la stessa luce di quando da bambini si attendeva con ansia la Festa Grande del Santissimo Crocifisso, la processione e i canti. 

Ancora oggi è un appuntamento vivo, atteso, capace di riportare a casa chiunque abbia nel cuore Monte Roberto e quel Crocifisso che da quasi cinque secoli raccoglie preghiere, speranze e affidamenti.

«La espressione serena, priva di dolore, del Cristo trasmette una dolcezza che conquista – ha sottolineato don Alberto -, è un Cristo che sembra abbracciare l’umanità intera, che regala una promessa di pace».

Una promessa di pace in questo mondo che sembra di nuovo impazzito.

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