Cronaca
Jesi Restyling ex Cascamificio, migliorati dimensione e spazio degli alloggi
Approvata l’integrazione al progetto esecutivo che riguarda la distribuzione relativa a miniappartamenti, mono e bilocali di housing sociale nel complesso di proprietà della Fondazione Pergolesi Spontini
Jesi – Approvata di recente dalla Giunta comunale l’integrazione di un corrispettivo, pari a poco più di 5mila euro, al progetto esecutivo nell’ambito dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione dell’ex Cascamificio, complesso industriale dell’800 per la lavorazione dei residui della seta e dei cascami, acquistato dalla Fondazione Pergolesi Spontini, il cui progetto è rientrato tra i finanziamenti del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua).
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Di 3 milioni 600mila euro il costo dei lavori appaltati alla ditta che seguirà la riqualificazione dell’area, che prevedono la creazione di 16 alloggi distribuiti su due piani e la destinazione di spazi al piano terra per attività sociali e culturali, uno spazio adibito a deposito per la Fondazione Pergolesi Spontini e la riqualificazione della corte interna per ospitare spettacoli all’aperto.
«In fase di progettazione esecutiva – spiegano gli uffici nella determina comunale – è emersa la possibilità di migliorare la dimensione e la distribuzione spaziale degli alloggi, costituiti prevalentemente da monolocali e bilocali, riorganizzando gli accessi al piano primo mediante l’eliminazione di un ascensore, e l’inserimento di un corpo scala aggiuntivo a parità di unità immobiliari realizzate».
«E’ una determina che riguarda una decisione presa in fase progettuale per migliorare la situazione degli alloggi, per renderli più confortevoli e a misura dei futuri abitanti», ha aggiunto l’assessora ai lavori pubblici Valeria Melappioni.
Emersa, specificano gli uffici, anche «l’esigenza di non realizzare la sostituzione delle unità di ventilazione meccanica di tipo puntuale prevista nel progetto definitivo, con dei sistemi canalizzati controllati a livello centralizzato che l’impresa appaltatrice ha inserito nell’offerta tecnica, in quanto non perfettamente rispondenti alle necessità richieste dalla destinazione d’uso dei locali e che avrebbero complicato sia la manutenzione che la gestione a livello condominiale dell’impianto».
Le tappe del progetto
Ad agosto dello scorso anno sono iniziate le opere di cantierizzazione dell’area, lo scorso 23 dicembre l’approvazione del progetto esecutivo dell’intervento per dare il via ai lavori con la bonifica del tetto dello stabile dall’amianto e la successiva installazione di pannelli solari.
Quando il piano di recupero ha ottenuto le risorse dal Pnrr, nel 2023, l’Amministrazione comunale ha dovuto gestire un divario importante tra le risorse effettivamente disponibili per la riqualificazione dell’area e i costi ben più elevati del progetto originario presentato qualche anno prima dalla precedente Amministrazione per ottenere il finanziamento, oltre ai tempi strettissimi dettati dal Ministero per la realizzazione, che dovrà essere completata entro il 2026 come tutte le opere finanziate nell’ambito del Pinqua.
Il progetto è stato poi rimodulato garantendo da un lato il mantenimento del finanziamento pubblico che poggia le sue fondamenta proprio sull‘housing sociale e dunque sulla realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata, dall’altro la certezza degli spazi da destinare alla Fondazione stessa.
Quanto alla possibilità di integrare le risorse Pnrr con altri fondi per portare a compimento il progetto nella sua completezza originaria, l’Amministrazione comunale non ha ancora novità.
«Non abbiamo avuto riscontro positivo ma neanche negativo, ad oggi, rispetto agli ulteriori finanziamenti che avevamo richiesto per completare il progetto, ma continuiamo nella ricerca di risorse specifiche, orientati in quella stessa direzione», ha spiegato Valeria Melappioni.
«Nel frattempo i lavori in cantiere procedono in maniera metodica rispetto al cronoprogramma, la riqualificazione prosegue in modo soddisfacente».
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