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Serra San Quirico Note e poesia sacre unite nel concerto “Flos florum”

Oggi, domenica 28 settembre, nella chiesa di Santa Lucia l’appuntamento della rassegna “Musica Praecentio” che proporrà un ricco programma di melodie e versi poetici

Serra San Quirico – Le Marche vantano paesaggi naturali e luoghi storici di grande bellezza che possiamo apprezzare anche grazie alle numerose esperienze culturali del territorio.

Una di queste è lo sponsale tra musica e poesia sacre che verranno celebrate oggi domenica 28 settembre alle ore 17. Presso la Chiesa di Santa Lucia andrà in scena Flos florum… medicina dolorum…, appuntamento della XXXIII Edizione della Rassegna “Musica Praecentio”, che nel pomeriggio domenicale proporrà un ricco programma di melodie e versi poetici.

Il respiro nazionale permette all’Associazione Rosasolis di Jesi di offrire ascolti di musica sacra di qualità anche grazie al patrocinio del Consiglio regionale-Assemblea legislativa delle Marche, dell’Ente nazionale Giovanni Boccaccio, dell’Università Politecnica delle Marche, dei Comuni di Jesi, Fabriano e Serra San Quirico, del Museo Omero – Ancona, e internazionale dell’Ambasciata del Belgio, dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, del Dicasterium de Cultura et Educatione, oltre al sostegno della ditta Mattoli, della ditta Trillini-Toyota e di don Michele Giorgi.

La proposta musicale inviterà alla scoperta del patrimonio italiano, francese, tedesco e belga. La bellezza di una toccata dal carattere improvvisativo, l’imprevedibile osmosi di colori timbrici organistici, il lato poetico di un ricercare cromatico, permettono di omaggiare le nostre “3 Corone”.

Verranno, infatti, ricordati Giovanni Boccaccio nel 650° anniversario della sua morte (21 dicembre 1375) e, con lui, Dante Alighieri († 14 settembre 1321) che, col rinnovamento della sua vitas retorico-poetica nel “Convivio” e nel “De vulgari eloquentia” e attraverso l’itinerarium mentis sinestetico-musicale del Purgatorio e del Paradiso, rielabora i concetti di dolcezza e di soavità come princìpi di salvezza per l’intelletto e per l’anima (Così da quella immagina divina, per farmi chiara la mia corta vista, data mi fu soave medicina. Par, XX 139-141).

Soavità veicolata da tutti i sensi che, da Cicerone fino al Rinascimento, è suavitas, piacere terapeutico della pratica musicale, anche solo dell’ascolto, dove la sofferenza umana viene mitigata proprio come ci ricorda anche Francesco Petrarca nella sua lirica canzone “Vergine bella” (Canzoniere, 366).

A questa polifonia di prescrizioni artistico-medicali cesellate dalle “3 Corone” italiane, si uniscono anche i contributi di autori stranieri come le letture tratte da “Les Anedoctes de Florence, ou l’Histoire secrete de la Maison de Medicis” di A. De Varillas (La Haye, 1685): porteranno a gustare meglio le composizioni musicali tratte da due importanti manoscritti conservati presso la Bncf di Firenze (ms. Magliabechiano XIX, 115 e 138, Med. Palat.); in prima esecuzione in tempi moderni, ascolteremo ciò che veniva eseguito sia nella corte medicea sia in privato, con evidenti rimandi alla produzione musicale italiana e francese dove vere mains d’art d’altri tempi hanno saputo donarci preziosi tesori musicali.

“La Saincteté de vie tirée de la consideration Des Fleurs” (Alard Le Roy, Liegi, B. Bronckart, 1641) si armonizza con Girolamo Frescobaldi e i suoi brani musicali tratti dai suoi “Fiori musicali”, (Venezia, 1635): in questo caveau dalle composizioni più auree, risplendono le due composizioni tratte dalla “Missa della Madonna”, alle quali farà seguito la “Toccata del Sig. Frescobaldi” (III) tratta dall’Intavolatura d’organo tedesca conservata presso la Biblioteca Nazionale di Torino.

In questa escursione musicalele fioriture dei brani italiani splenderanno grazie genio di Frescobaldi con le sue composizioni pensate come trasfigurazioni uditive: vere sensazioni fiorite, pennellate di timbri diversi, suggestivi micro vivai ricchi di infiorescenze melodiche evanescenti e ritmi emotivi, raro frutto dell’expertise più rigorosa della Scuola romana seicentesca.

La rose, ovviamente, in stretta connessione con la Vergine, qui è omaggio anche a Dom Isidoro Rosa, generale e priore del convento silvestrino di Santa Lucia, che nel 1674 decise di finanziare la decorazione della chiesa di Santa Lucia (non lontana dall’ospedale degli Infermi, detto “di Santa Maria della Misericordia”, in Serra San Quirico, attivo già dal XV sec.) e l’organo, posto in opera nel 1676, commissionato al romano G.M. Testa: autentici objects d’art che ancora oggi suscitano la meraviglia di chi entra in questo prezioso scrigno di arte e cultura di caratura internazionale.

Giuseppe Maria Testa, organaro romano, è ricordato nel 1655 anche per il restauro dell’organo della corsia degli infermi, suonato durante la distribuzione del pasto ai malati (costruito dal cremonese Nicolò Tezzano, o Terzani, con 9 registri, e restaurato da Luca Biagi nel 1604-1605) nell’arcispedale di Santo Spirito in Saxia (Sassia) in Roma.

Anche in Belgio, a Bruges, nell’ospedale tra i più antichi nel mondo (ospedale di San Giovanni, sorto nel 1188) ai malati si faceva ascoltare musica e il brano intitolato “Noël Eccosois que les Bergers chantoient sur le Montagnes”, composto ed edito a Parigi dal belga J.-F.-J. Benaut, ci ricorda quanto l’ascolto della musica fosse importante supporto alla degenza ospedaliera.

“Vertus et Effets de l’excellente Eau admirable ou Eau de Cologne” (“Approuvée par la Faculté de Médecine”, Parigi, 13 gennaio 1727) conferma il forte legame dell’esperienza in vivo con la musica e la poesia sacre.

Ed è musica dei profumi. Paolo Feminis, maître parfumeur italiano attivo in Francia, fu inventore dell’Eau de Cologne approvata dalla Facoltà di Medicina parigina in data 13 gennaio 1727, definita admirable grazie alle sue virtù curative “dans une infinitée de maladies”.

Le fragranze olfattive e le armonie musicali sono accomunate anche dalla stessa lingua delle emozioni e, quando una composizione profumata risuona in noi, là s’accende la magia che tocca le proprie corde.

Il palinsesto si chiuderà con un brano contemporaneo: il minimalismo soft unito all’elegante espressività, del “Flos florum… medicina dolorum”, composto ed eseguito dal M° Mariella Martelli.

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