Archivi giornalieri: 9 novembre 2017

FABRIANO / LAVORO: DOMANI INCONTRO TRA CAPIGRUPPO E SINDACATI

FABRIANO, 9 novembre 2017 – La politica cittadina risponde all’appello delle Organizzazioni Sindacali.

Risposta arriva dopo la richiesta di un incontro urgente per cercare di comprendere le strategie che la politica vorrebbe mettere in campo per la critica situazione del lavoro, e per cercare di proporne di comuni.

Ecco quindi che domani, alle ore 17.30 in comune, si svolgerà l’incontro con i capigruppo di maggioranza ed opposizione.

“Ascolteremo con molta attenzione – spiega Andrea Cocco della Cisl – le varie proposte in discussione e ci riserveremo di fare le nostre considerazioni ed eventuali nostre idee da condividere. Sul problema del lavoro va fatto fronte comune altrimenti non aiuteremo le lavoratrici ed i lavoratori in cerca di occupazione. Dobbiamo avere tutti spirito di progettazione”.

(s. s.)

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LETTERE & OPINIONI / MEETUP JESI: “CHI HA PAURA DEI CITTADINI?”

JESI, 9 novembre 2017 – Da cittadini che insieme ad altri hanno costituito il Comitato “No Torre Erap”, ci sentiamo solidali al Comitato “Nessuno tocchi Pergolesi” a cui esprimiamo tutto il nostro disappunto per la decisione dei “garanti” di inammissibilità del referendum legato allo spostamento della statua di Pergolesi.

Il referendum non si farà perché, secondo il Regolamento degli Istituti di Partecipazione, sui piani urbanistici e territoriali i cittadini non possono esprimersi. Spostare di qualche metro la statua dell’illustre concittadino pare faccia parte di un Piano.

Tradotto significa: caro cittadino, vota(mi) e poi taci. Nell’era del “civismo”, pare non sia consentito esprimere pareri discordanti, né tantomeno organizzarsi; qualunque sia la direzione verso la quale il cittadino critico osi muoversi, la motivazione presunta non verrà mai percepita come nobile, alta, o ispirata (ohibò) a canoni di bellezza, sarà comunque interpretata come bieca  “strumentalizzazione politica costruita ad arte alla vigilia delle elezioni”.

Ovviamente non ci sentiamo di escludere l’esistenza di camaleonti o arrampicatori ambiziosi, pur tuttavia vorremmo suggerire al sindaco di valutare anche la possibilità di coesistenza di tanti suoi concittadini capaci di mobilitarsi per un’idea che a loro pare meritevole, senza secondi fini o tornaconti personali. Sappiamo quanto possa apparire impossibile e che a certe sottigliezze sia preferibile il più banale cinismo. Da qui a demonizzare l’avversario attribuendogli strategie machiavelliche, il passo è pericolosamente breve, ma può assumere tinte perfino tragicomico.

La statua di Pergolesi va lasciata in pace: la piazza invece avrebbe bisogno di ben altri interventi. Così come la Torre Erap non va costruita né a San Giuseppe né altrove perché Jesi non ha bisogno di altro cemento. Sono idee dettate dal buon senso e seppure non sono condivise, in democrazia ci deve pur essere spazio per le opinioni di tutti.

Cittadini che si mobilitano per difendere un’idea o una parte di città in tempi di esasperato individualismo e di indifferenza per i beni comuni sono cittadini che non solo hanno già vinto, ma a cui si deve profondo rispetto.

Non altrettanto limpido e nobile appare il percorso di chi si schiera dalla parte di “legittimi diritti acquisiti in capo all’Erap” anteponendoli a quelli costituzionali dei suoi cittadini o si schiera dalla parte di carte e progetti che pianificano la città senza ascoltare la voce dei suoi abitanti.

L’appuntamento è per sabato 11 novembre al centro sociale l’Incontro via Tessitori PER LA FESTA “RISORGIPEPPE”: MUSICA PER TUTTI I GUSTI CONTRO LA COSTRUZIONE DELLA TORRE ERAP  E PER UNA RIQUALIFICAZIONE SERIA E CONDIVISA DEL QUARTIERE SAN GIUSEPPE.

JESI / A ‘MEDICINA PER ME’ SI PARLERA’ DEL SONNO DEGLI ANZIANI

JESI, 9 novembre 2017 – Penultimo appuntamento, domani, venerdì 10 dalle ore 17,30 alle 19, con l’iniziativa “Medicina per me” curata da Agnese Testadiferro.

Nei locali del Collegio Pergolesi il dottor Claudio Alesi affronterà un tema interessante quale quello che riguarda il sonno degli anziani.

Sarà questa la quinta conferenza alla quale hanno partecipato sanitari dell’ospedale cittadino specializzato nei vari settori della medicina.

La precedente conferenza aveva riguardato una patologia molto diffusa tra gli anziani: l’artrosi; ha spiegare cause e terapie l’ortopedico dottor Daniele Aucone. Dalla sua lezione è emerso un dato da tutti confermato, vale a dire l’eccellenza del reparto di Ortopedia e Traumatologia esistente al Carlo Urbani. Così come per le lezioni svoltesi nelle settimane scorse, anche per questo appuntamento di domani si prevede una nutrita presenza di cittadini sempre interessati al benessere fisico proprio e dei propri  cari.

Nel dare notizia di quest’ultimo appuntamento, l’organizzatrice ricorda che il ciclo di incontri con “Medicina per me” si chiuderà venerdì 17 novembre; in quell’occasione il dottor Giacomo Zenobi, del reparto di Anestesia, Terapia intensiva, Analgesia affronterà il tema del “Dolore cronico”.

L’iniziativa si deve alla sensibilità dei medici che hanno aderito al ciclo di incontri e ad alcuni sostenitori quali: Lalli Zucchero, Center Tecnica di Jesi, Siges di Ancona, Mapis srl di Jesi e Fabriano, Ebikebros, Mazzarini Office snc di Jesi, Il Centro F.B. affiliato Buffetti Jesi, Verdolini srl di Luca Verdolini di Jesi e Novaplast di Bonacci di Castelbellino.

A tutti loro i ringraziamenti da parte delle centinaia di cittadini che hanno fin qui seguito le lezioni.

(s. b.)

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FABRIANO RUGBY / COACH SCIAMANNA: “PUNTIAMO SUI NOSTRI RAGAZZI”

FABRIANO, 9 novembre 2017 – Una vita giocando in mischia. Tra Jesi e Fabriano. Una vita sul campo da rugby cercando di vincere ogni contatto con gli avversari prima, e cercando di consolidare la storia del Fabriano Rugby poi. Prima in campo e poi a bordo campo. Come allenatore. Prima squadra e poi Under, ed oggi i ragazzi al di sotto dei 16 anni. Coach Alberto Sciamanna racconta un passaggio complesso, che sarà importante per lo sviluppo della nuova spina dorsale del Fabriano Rugby.

“Giocare in Under 16 è davvero complesso – spiega Coach Sciamanna – appena si entra nella nuova categoria ci sono subito da affrontare le differenze. E poi cambiano le regole: la mischia spinge davvero e tutto il gioco diventa più fisico. Ma una volta capite le nuove dinamiche, una volta raggiunta una maggiore sicurezza allora vedi la crescita dei ragazzi. La vedi soprattutto nella qualità delle giocate”.

Parla con orgoglio dei suoi ragazzi Coach Sciamanna, sottolineando l’impegno che i giovani rugbisti mettono anche nell’impegno scolastico. “Sicuramente è un periodo di passaggio dove molti cambiamenti  possono avvenire nel giro di pochissimi giorni – osserva – ma i ragazzi sono davvero determinati”.

Il gruppo della Under 16 è attualmente aggregato a quello dei ragazzi del Rugby Jesi, e Coach Sciamanna osserva con piacere questa possibilità. “Facciamo 3 allenamenti a settimana – racconta – a volte a Jesi a volte sul nostro campo. Siamo un buon numero e questo favorisce il nostro percorso di crescita. Così come il confronto tra noi allenatori non può che farci bene. Oltre alla crescita dei ragazzi c’è anche la crescita degli allenatori che assorbono conoscenze da quelli che arrivano da realtà più strutturate”

“Si vedono i primi frutti di un lavoro importante fatto sulle giovanili. Ora andiamo avanti su questa strada e miglioriamola”.

(Saverio Spadavecchia)

saverio.spadavecchia@qdmnotizie.it

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JESI / L’AGROALIMENTARE MARCHIGIANO DIVENTA POLO UNICO E FA SQUADRA

JESI, 9 novembre 2017 –  Sarà Fico (Fabbrica italiana contadina) a Bologna la prima vetrina della neonata Associazione produttori dell’agroalimentare marchigiano, uno dei primi consorzi regionali multifiliera in Italia, che già in partenza annovera circa il 50% del Pil wine&food delle Marche, con un fatturato aggregato di 750 milioni di euro.

Sette i soci fondatori (BovinMarche, Consorzio vini piceni, Consorzio Marche biologiche, Consorzio Casciotta d’Urbino dop, Istituto marchigiano di tutela vini, Società Agricola Biologica-Gruppo Fileni, TreValli Cooperlat), che da soli rappresentano circa 3mila imprese agricole del territorio con produzioni che vanno dal latte alla carne, dalla pasta al vino, dall’olio a cereali e leguminose bio.

Sotto l’ombrello di Food brand Marche – il logo che accompagnerà l’associazione – le compagini saranno impegnate a partire da Fico (dal 15 novembre per 12 mesi) nella promozione del brand regionale anche nelle principali rassegne internazionali del settore in Italia e all’estero, nella formazione agli addetti ai lavori e nell’informazione ai consumatori. L’associazione è aperta a chiunque produca o trasformi prodotti agricoli certificati e ha l’obiettivo di mettere in rete anche gli artigiani del cibo che faticano ad autopromuoversi, attraverso la partecipazione ai bandi di finanziamento nazionali e comunitari.

“Il progetto Fico – ha detto la vice presidente della Regione Marche e assessore all’Agricoltura, Anna Casini – nasce e si sviluppa ai confini regionali. La vicinanza con Bologna ci consente di intercettare un segmento turistico, quello enogastronomico, in continua crescita. Come Marche, dopo il sisma, abbiamo bisogno di visibilità e di opportunità per far venire sempre più turisti nella nostra regione. La loro presenza è fondamentale per consolidare la rinascita dei territori appenninici devastati, che vivevano di agricoltura e zootecnia, di eccellenze enogastronomiche da non disperdere, di cultura e sostenibilità ambientale. Fico, oltre che una vetrina, offre l’occasione di raccontarci e di proporci, di utilizzarla come volano della ricostruzione verde del nostro entroterra”.

Per il direttore dell’Associazione produttori dell’agroalimentare marchigiano, Alberto Mazzoni: “Le Marche non possono competere sul piano dei numeri con altre importanti aree italiane; il confronto che possono vincere è senz’altro quello della qualità. L’idea – già sperimentata col vino – di fare squadra per portare a fattor comune il buono della nostra regione è stata pienamente condivisa dalle grandi compagini, che faranno da traino ai piccoli. Oggi c’è la consapevolezza di poterci muovere con successo sui mercati globali grazie a un settore, quello dell’agricoltura, che da noi rappresenta la metà dell’intera superficie regionale e dove il pil agroalimentare vale il 12% sul totale (il valore nazionale è al 7%), con una crescita del biologico più repentina di quella già notevole del Paese”.

Nel nuovo hub dell’agroalimentare made in Italy di Bologna, presso lo spazio assegnato all’Associazione dalla Regione Marche, si alterneranno degustazioni, eventi speciali, corsi, presentazioni e focus sulle produzioni di qualità e sulle nicchie regionali.

Poi sarà la volta delle fiere-obiettivo: tra queste, Sol e Agrifood di Veronafiere, Tuttofood di Milano, Cibus di Parma, Sana di Bologna.

Ma anche Il Fancy Food di New York, l’Anuga di Colonia, il Sial di Parigi o il Foodex di Tokyo. Tra le attività nel breve, la presentazione di uno studio Nomisma sullo stretto rapporto tra qualità dell’agroalimentare e qualità della vita nelle regioni italiane.

JESI / IMU MENO PESANTE PER AREE FABBRICABILI RESIDENZIALI E PRODUTTIVE

JESI, 9 novembre 2017 – Imposte meno pesanti per le aree edificabili destinate sia a strutture residenziali, così come ad attività produttive.

La riduzione, variabile dal 10 al 15% dell’IMU, è stata decisa dalla Giunta Comunale ed interessa “11 zone cittadine di espansione previste dal piano regolatore, oltre alle zone di ad interventi minori, per le quali si è deciso di ridurre il valore di compravendita sulla base di un confronto con i dati desunti dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare relativi  al primo semestre 2017.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – si spiega in una nota emessa dal Comune – si è riscontrata una riduzione dei valori che si attesta mediamente intorno al 10% per le residenze al 15% per l’uso non residenziale”.

La conseguenza diretta di questa decisione è che “l’aliquota Imu, che resta ancora una volta invariata, dovrà essere rapportata al nuovo valore assegnato, consentendo ai proprietari di dover pagare un importo minore. Un segnale di attenzione – affermano gli amministratori cittadini – che l’Amministrazione comunale ha voluto riservare, tenendo conto di un mercato immobiliare ancora in sofferenza con aree che pertanto non risultano appetibili. Che si sono deprezzate e rispetto alle quali comunque ogni anno va pagata per legge l’Imu”.

(s. b.)

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FABRIANO / MOZIONE AREA DI CRISI COMPLESSA, ROMAGNOLI: “SE UNANIMITÀ CI SARÀ ANCHE L’IMPEGNO DELLA CNA”

FABRIANO, 9 novembre 2017 – La mozione di Vinicio Arteconi (Fabriano Progressista) sul riconoscimento dell’area di crisi complessa per il territorio fabrianese ha iniziato a scuotere la politica ed il tessuto produttivo cittadino.  In una nota la Cna ha infatti dichiarato di seguire con attenzione la proposta del Consigliere Arteconi, che ha definito il territorio in prede ad “Una crisi produttiva che perdura da tempo e che riguarda le grandi industrie ed arriva fino a quelle medio-piccole o piccolissime con pesanti ricadute sull’indotto”.

Ecco il passo del Presidente Maurizio Romagnoli, pur mantenendo equidistanza politica, che si è dichiarato disposto a promuovere la mozione in tutte le sedi. “Qualora se si verificasse unanimità da parte del Consiglio Comunale e si confermassero i presupposti, ci sarà l’impegno a promuoverla in tutte le sedi di rappresenta: nazionale, regionale e comunale”.

“Analizzando gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi Cna Marche – precisa Andrea Riccardi Segretario della Cna cittadina – nei primi 9 mesi dell’anno le imprese attive del comune di Fabriano passano da 2.407 a 2.388 (19 in meno); se guardiamo la dinamica degli ultimi anni vediamo che le imprese il 31 dicembre del 2015 erano 2.429 (ad oggi sono diminuite di 41 unita) e si sono ridotte di ben 47 unità se consideriamo la differenza con il 2015, dove si registravano 2.435 imprese attive. Commercio e agricoltura i settori più penalizzati”.

(s. s.)

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FABRIANO / LA POLIZIA FERMA I “BONNIE & CLYDE” DELLA TRUFFA, DENUNCIATI UNA FABRIANESE ED UN ABRUZZESE

FABRIANO, 9 novembre 2017 – Erano già noti alle forze dell’ordine per altre truffe, ma questa volta per i “Bonnie & Clyde” delle truffe non c’è stata via di fuga. Gli investigatori del Commissariato di Fabriano, agli ordini del Dottor Sandro Tommasi, hanno denunciato i due truffatori seriali. Entrambi di 40 anni, lei fabrianesi lui abruzzese, sono stati denunciati al termine di complesse indagini scattate lo scorso mese di ottobre dopo la denuncia di due titolari di esercizi commerciali fabrianesi.

A tradire i due 230 euro divisi tra una tabaccheria ed una stazione di servizio.

Nello specifico il titolare della tabaccheria denunciava che si era presentato un uomo che chiedeva di effettuare una ricarica di 200,00 euro a favore di una poste pay (poi risultata essere intestata alla fidanzata) e una volta fatta la ricarica, si allontanava insieme alla donna che lo aspetta fuori, con la scusa di recarsi presso il più vicino sportello bancomat per effettuare il prelievo di contante senza, ovviamente, fare più ritorno in tabaccheria e saldare il conto.

Per quanto riguarda il distributore, l’uomo ha scelto di “vestire” la casacca del Fabriano Calcio come garanzia per un pagamento non completo di un rifornimento. Prima al self-service e poi al servito per un totale di 40 euro. Un primo acconto, con la consegna al titolare una banconota da 10,00 euro ed una carta di credito con la quale saldare la restante somma pari a 30,00 euro.

Il gestore procedeva ad effettuare il pagamento con la carta di credito, ma la transazione non andava a buon fine. Il conducente dell’auto, presentandosi come giocatore del Fabriano calcio, rassicurava il titolare che avrebbe saldato il dovuto, consegnando allo stesso una fotocopia di una parte del libretto di circolazione dalla quale non si potevano evincere né i dati relativi all’autovettura né tanto meno a quelli della persona.  

Dopo la denuncia le indagini, serrate e decise, che hanno – attraverso una serie di riscontri incrociati tra banche dati in uso alle Forze di Polizia e le persone identificate nei numerosi servizi di prevenzione e controllo del territorio che quotidianamente vengono svolti nell’hinterland fabrianese – permesso di arrivare all’ identificazione della coppia di truffatori.

(s. s.)

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JESI / PICCOLI LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ PER RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO

JESI, 9 novembre 2017 – È una bella iniziativa che favorisce integrazione e socializzazione quella appena avviata a Jesi dove i richiedenti asilo ed i rifugiati ospiti della nostra città hanno cominciato a svolgere gratuitamente piccole attività manuali a favore della collettività.

Si tratta di lavori di modesta entità come facchinaggio o sgombero di locali, dove questi volontari non sostituiscono il personale del Comune normalmente impiegato in queste attività ordinarie o straordinarie, ma lo affianca in maniera saltuaria, diventando così utili e preziosi per il migliore svolgimento.

È quanto prevede il protocollo d’intesa sottoscritto dall’Amministrazione comunale con il Gruppo Umana Solidarietà, l’organizzazione non governativa che gestisce per il nostro territorio e per conto della Prefettura il programma di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, provenienti principalmente dai Paesi africani.

In base a tale accordo, il Gruppo Umana Solidarietà si rapporta direttamente con il Comune di Jesi fornendo l’anagrafica dei volontari e facendosi carico di una copertura assicurativa che li tutela da eventuali infortuni, sollevando così lo stesso Comune da qualsiasi responsabilità. Il protocollo avrà la durata di un anno e potrà essere rinnovato previo accordo tra le parti.

“Si tratta di un progetto – ha sottolineato il sindaco Massimo Bacci – che racchiude due importanti finalità: permettere a queste persone di essere attive nella realtà che li ospita, mettendo a disposizione il proprio tempo per il bene pubblico e favorire al tempo stesso una socializzazione che è certamente importante, perché consente di ridurre quelle percezioni di timore e diffidenza che, pur non avendo ragione di esistere, sono oggettivamente sempre latenti”.

 

LETTERE & OPINIONI / “AL SINDACO BACCI TUTTE LE RESPONSABILITA’ DI EVENTUALI DANNI CAUSATI DALLO SPOSTAMENTO”

JESI, 9 novembre 2017 – Il sindaco Bacci si rallegra del diniego opposto dal Comitato dei garanti alla richiesta di referendum relativo al progettato spostamento del monumento a Pergolesi.

Noi riteniamo al contrario che egli si sarebbe sentito in ogni caso confortato in una scelta così difficile e rischiosa dal parere dei cittadini.

Il sindaco Bacci non valuta che il diniego dei Garanti è una motivazione esclusivamente regolamentare che non annulla le profonde ragioni storiche e culturali che sconsigliano decisamente di spostare il monumento.

Per rendersene conto basta guardare lo straordinario filmato di Geniale Olivieri che ripercorre la vicenda che ci ha portato più di un secolo fa a realizzare il monumento e a collocarlo là dove si trova ancora.

Ci permettiamo di consigliarne la visione al sindaco Bacci.

Infine, poiché unanime è il parere tecnico circa la delicatezza dello spostamento, facciamo presente che, se l’arretramento del monumento oltre a mortificarlo dovesse anche danneggiarlo, il sindaco Bacci si assumerebbe una eccezionale responsabilità che andrebbe ben aldilà dei confini comunali.

Anche per questa ragione torniamo a sollecitare la Sovrintendenza regionale affinché riesamini attentamente il progetto.

Dispiace infine dover constatare, ancora una volta, come il sindaco Bacci tenda a strumentalizzare il parere altrui e a vedere in ogni osservazione tecnica, comunque utile all’Amministrazione, solo e soltanto un interesse politico. Anche adesso che la propaganda elettorale è finita. Rivolgere sempre tutto in politica è un modo facile per evadere dalle vere ragioni del contendere.

Comitato ‘Nessuno Tocchi Pergolesi’