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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / La rubrica di Gioia Morici

COSA VUOI DI PIÙ DALLA VITA??

La televisione d’estate è popolata da programmi devastanti. Per fortuna c’è la pubblicità. Un mondo parallelo del tutto avulso dalla realtà, dove i maschi si cospargono di profumi irresistibili e le donne si scambiano appassionati consigli sugli assorbenti. La vita nella réclame è un autentico paradiso: nelle strade non c’è traffico, a parte qualche auto nuova di zecca che dà al guidatore sensazioni simili all’orgasmo, mentre in campagna, tra colline dorate appena increspate dal vento, aitanti quarantenni saltano le staccionate senza che gli esca un’ernia. Tutti in famiglia si alzano in preda all’euforia perché non vedono l’ora di mangiare i cereali, che sono una delle più grandi delizie del pianeta, specie per i bambini, piccoli geni pacati e silenziosi, che hanno l’unico difetto di rotolarsi nel fango quando giocano sul prato. Gli animali? Del tutto fuori dal comune: le mucche sono viola e fanno mummù, gli scoiattoli soffrono di flatulenza, i delfini sono impiccioni, le galline parlano con Zorro e i cani, grazie a croccantini preparati dai migliori gourmet, hanno le abilità ginniche di Yuri Chechi. Le malattie sono essenzialmente di tre tipi: i dolori articolari, che vengono ai pompieri che scendono le pertiche e ai mariti che spostano i gerani sul terrazzo; i problemi intestinali (gonfiori, stitichezza, diarrea) di cui si disquisisce pubblicamente e con dovizia di particolari; il prurito intimo. Autentica piaga della popolazione femminile, il prurito intimo è un flagello che la medicina ginecologica sta ancora tentando di sconfiggere. Meglio conosciuto come “pizzicore alla patonza”, per i nostri antenati tale fastidio si poteva affrontare nel modo più semplice ed immediato: una bella grattata a rastrello e via. Ma per ragioni misteriose nella modernità questa patologia ha preso dimensioni talmente devastanti da diventare invalidante sia sotto che sopra, negli arti, che si sono via via immobilizzati fino a costringere la femmina a frenare l’impulso di grattarsi. Per questo motivo il pianeta ora pullula di donne che, quando si incontrano per un aperitivo, dissertano angosciate della loro passera in fiamme. Fortunatamente esimi ricercatori di fama internazionale si sono riuniti e, dopo anni di studio matto e disperatissimo, intuendo una possibile correlazione tra il problema e il bidet, hanno dato vita all’invenzione del secolo: il sapò. Lo hanno quindi diluito in pratiche fiaschette col beccuccio erogatore così da invogliare la zozzona all’uso quotidiano. Ancora sconosciuti i motivi per cui il maschio negli spot sia immune dal prudore al birillone. Del resto in pubblicità l’uomo è un essere particolare: non è stitico, non si fa la pipì addosso, non lava i piatti, non fa la lavatrice e non è schiavo della ricrescita. Un tempo aveva un grande pennello e non doveva chiedere mai. Adesso son più le volte che va sul monte a dire sì alla banana che quelle in cui sgranocchia l’amica chips. Dopo dice che una se butta a destra…

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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