Attualità
Jesi Maddalena Crippa riceve stasera il “Premio Valeria Moriconi 2026”
Al Teatro Pergolesi (ore 21), prima della cerimonia di consegna ufficiale alla “Protagonista della scena” performance dell’attrice dedicata a Etty Hillesum con lettura accompagnata dalla musica, quindi riconoscimento con il Premio “Futuro della scena” anche alla giovane Emilia Scatigno
Jesi – Il mondo del teatro, del cinema e della scena in generale, ha regalato a Maddalena Crippa senz’altro emozioni che si rinnovano a ogni recita, poi voglia di continuare perché il teatro è una grotta che nasconde arte, musica, ballo, catarsi emotiva e un perfetto meccanismo psicologico.

È il signor Teatro che, fingendo vite e storie, ci porta a dare un’occhiata alla nostra mente, fino a rendere spesso vera la finzione scenica. Che viene condivisa e convissuta col pubblico. Dal punto di vista psicologico, e dalle emozioni che riesce a regalare. Non senza fatica, certo. Ma poi, come ci racconta al telefono Maddalena Crippa, attrice magnifica, che confessa quanto i classici funzionino sempre e quanto sia bello ridere, con Cecov ad esempio, in maniera intelligente, oltre a quanto è felice che a lei sia stata assegnata la sesta edizione del “Premio Valeria Moriconi, protagonista della scena”, evento in programma oggi, lunedì 8 giugno alle ore 21 nel magnifico Teatro Pergolesi.
Dove metterai, Maddalena, questo premio, nella straordinaria raccolta di successi ottenuti in tutto il mondo?

«Ne ho tanti, è vero, anche prestigiosi. Come questo, del resto. Valeria Moriconi è stata riconosciuta e considerata come una grande dell’arte scenica italiana e non solo e, poi, riceverlo qui al Pergolesi, che amo e che conosco, come le Marche per la cultura teatrale coltivata per almeno due secoli, è un motivo di orgoglio anche maggiore. Proprio nelle Marche ho festeggiato, l’anno scorso, cinquant’anni di professione, e non sono pochi. Ho iniziato nel 1975, con Strehler, fai tu i conti. Cosa vedrete prima della cerimonia di consegna ufficiale? La definirei una lettura accompagnata dalla musica (come leggerete poi nella presentazione, ndr) che ci regala una maestra di vita che riesce sempre a entrare dentro di noi. Un balsamo per l’anima, oggi in cui è necessario che ciascuno trovi la sua sorgente per vivere in questo mondo, in questi tempi. Spero di riuscire a passare al pubblico un’ora di riflessione intima, se vuoi, molto umana, necessaria e commovente. So che la prima edizione del premio è stata assegnata ad Isabelle Huppert, che conosco bene, una signora nella vita e nel teatro».

In scena, e non solo, hai vestito centinaia di panni per trasmettere migliaia di emozioni. Corrado Olmi, poliedrico attore, e non solo, jesino, diceva sempre: “A me manca, nella mia carriera, solo il circo equestre. Ma non è escluso”. A te cosa manca, se manca?
«Non mi manca niente, ho fatto tanto, produzioni diversissime fra loro, fra teatro e cinema, neanche le ricordo tutte. Se mi chiedi cosa ti piace adesso, in questo tempo, ti dico subito l’esperienza di Platonov, di Checov, con la regia di Peter Stein, in cui ritrovo l’ensemble, un lavoro che prevede una complessa messa in scena di ampio respiro, alla fine siamo una specie di Comunità, una vera grande Compagnia. Peter è, nella sua lettura di Platonov, come sempre un eccezionale punto di riferimento nello scavare nella mente di questo uomo dotato di talento e fascino, ma incapace di trovare il suo posto nel mondo. Non vedo l’ora di iniziare. Ma questa è un’altra storia».
La presentazione della serata
Teatro Pergolesi (solo platea e I ordine), VI edizione Premo Valeria Moriconi.
“Protagonista della scena”: Maddalena Crippa. Reciterà “Deve trattarsi di autentico amore per la vita”, dai diari di Etty Hillesum. Produzione Teatro Pubblico Ligure / Sergio Maifredi.
Maddalena Crippa, con la precisione di una recitazione che disegna ogni parola e ogni pausa, porta in scena “Deve trattarsi di autentico amore per la vita”, uno spettacolo dedicato ai diari e alle lettere di Etty Hillesum, scrittrice olandese ebrea nata a Middelburg il 15 gennaio 1914 e morta nel campo di sterminio di Auschwitz il 30 novembre 1943, vittima della Shoah.
«Maddalena Crippa – dichiara Sergio Maifredi, fondatore e direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure – ha il dono di portare la parola in alto dove pochi sanno alzarsi: ascoltarla rende merito al lavoro antico come l’uomo che è fare teatro».
Gli scritti di Etty sono riportati alla forma teatrale dalla drammaturgia di Giulia Calligaro, per una lettura con musiche per arpa celtica e armonica a bocca, composte e suonate in presenza da Gianmario Conti. Nei diari e nelle lettere, tradotti in Italia per Adelphi, Etty Hillesum testimonia una capacità di introspezione e di osservazione della realtà fuori del comune: si rivolge a noi con parole di verità, indicando un cammino coraggioso volto a superare le difficoltà più aspre dell’esistenza.
La sua sorprendente maturità e saggezza irradiano una intensa forza morale ispirata ai valori della solidarietà, dei diritti umani e della reciproca comprensione. La giovane ebrea olandese ingaggia una sfida alla morte senza ricorrere a ricette miracolistiche o palliative, in nome di un indistruttibile e gioioso amore per la vita. Racconta di sé e delle vicende del suo tempo da mirabile cronista di un’anima in costante evoluzione, eroica terapeuta del dolore capace di generare attorno a sé fiducia e fede in un riscatto definitivo dal male.
A seguire conversazione con Maddalena Crippa, a cura di Gilberto Santini, direttore dell’Amat, e consegna del Premio Moriconi 2026 “Protagonista della scena” a Maddalena Crippa e del Premio “Futuro della scena” all’attrice Emilia Scatigno.
Giovane, e con alle spalle una importante esperienza formativa, grazie alla sua versatilità e ai laboratori teatrali con Peter Stein, Pierpaolo Sepe, e il corso propedeutico di regia con Paolo Grassi.
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