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Cronaca

JESI / Movida, ordinanza: sabato e domenica chiusura anticipata alle una per i locali

Firmata dal sindaco Massimo Bacci ed estesa anche al periodo che va nei week end del 1-3 ottobre e dell’8-10 ottobre

JESI, 24 settembre 2021 Obbligo di chiusura all’1 di notte per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande domani, sabato 25 settembre e domenica 26.

Stesso obbligo per i successivi due week end del 1-3 ottobre e dell’8-10 ottobre. Questa l’ordinanza firmata dal sindaco Massimo Bacci per dare una frenata al caos che nelle ultime settimane soprattutto si è ingenerato nei week end nella zona del centro storico cittadino. E arrivata dopo un incontro con il Prefetto, Darco Pellos.

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La prima risposta, dunque, del Comune, per cercare di risolvere il problema dell’affollameno notturno e degli atti di violenza e inciviltà che si sono susseguiti che smaccata cadenza.

Si è arrivati a questa decisione dopo un periodo – di nuovo – di polemiche e di fine settimana che hanno alimentato la cronaca per tanti episodi di intemperanza, intolleranza e vandalismo.

Nella discussione aveva trovato posto anche la video sorveglianza: il progetto del Comune di Jesi è vasto, c’è mezzo milione di euro e l’intervento è previsto in diverse aree della città, tra le quali il centro storico.

Intanto è stato affidato l’incarico per lo svolgimento dei sopralluoghi e delle indagini, propedeutici alla progettazione definitiva dell’intervento. Ma si stanno monitorando anche altri fronti come l’installazione di bagni chimici, richiesti a gran voce dai residenti.

Una disposizione simile come la chiusura anticipata è stata presa già da altri Comuni come Urbino o Chiaravalle: nella città di Maria Montessori il primo cittadino ha emesso un’ordinanza che vieta la musica live e i concerti nei bar e nei locali chiaravallesi, fatto salvo il sabato sera ma solo fino alle 23. Una decisione che ha ingenerato qualche mal di pancia tra i gestori dei locali.

La questione del centro sarà discussa anche in Consiglio comunale il prossimo 30 settembre, con un’interpellanza della consigliera del Partito democratico, Emanuela Marguccio, che chiede proprio quali azioni si intendano intraprendere per la civile convivenza di locali e frequentatori di questi, e dei residenti.

In merito è intervenuto anche il gruppo consiliare Jesi in Comune.

«Servirebbe una profonda, umile ed empatica riflessione condivisa con chi vive e opera nella parte vecchia della città, per restituirle un’attrattività che non sia solo food and drink, ma che riguardi la residenzialità, le funzioni pubbliche, spazi di condivisione diurna (coworking e centri sociali sede di associazioni), rilancio delle attività artigianali in quella che era l’area degli orefici, degli artigiani, degli artisti e dove sono presenti tante cantine e laboratori da recuperare, specie in aree come il chiostro Sant’Agostino, le carcerette, Palazzo Santoni».

Non è stata iscritta all’ordine del giorno, invece, l’interrogazione della consigliera di Jesi in Comune Agnese Santareli che sottolineava l’assenza dell’Amministrazione comunale sull’annoso problema.

Vedremo se l’ordinanza in vigore sarà un deterrente efficace

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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