Cronaca
Jesi Raccolta differenziata, Per Jesi al Pd: «Il calo c’è, perdiamo terreno »
Prosegue lo scontro politico sul dato sotto la soglia del 64,83%, l’associazione contesta la spiegazione legata ai nuovi criteri di calcolo e richiama il confronto con gli altri Comuni che con le stesse regole tengono invece il passo
Jesi – Non si spegne il confronto politico sulla raccolta differenziata, dopo il dato del 64,83% registrato in città e le spiegazioni arrivate nei giorni scorsi sia da Piazza Indipendenza che dal Partito Democratico, che avevano ricondotto parte del calo anche alle modifiche nei criteri di conteggio di alcune tipologie di rifiuti.
A tornare sulla questione è Per Jesi, che contesta duramente la ricostruzione della maggioranza e respinge l’idea che il risultato possa essere spiegato principalmente attraverso il cambiamento normativo.
«La toppa del Partito Democratico di Jesi è decisamente peggiore del buco. Arrampicarsi sugli specchi della burocrazia per giustificare il calo della raccolta differenziata al 64,83% è un insulto all’intelligenza dei cittadini e un goffo tentativo di nascondere il fallimento politico della maggioranza».
«Il Pd parla di “cambiamento normativo” per giustificare il calo dei dati. Peccato che dimentichi un dettaglio fondamentale: le leggi e i regolamenti valgono allo stesso modo per tutti i Comuni della provincia di Ancona e per tutta Italia. Le norme che escludevano o includevano sfalci, inerti e legno si applicano a Jesi esattamente come si applicano a Senigallia, Falconara, Fabriano od Osimo».
«I dati ufficiali dell‘Arpa Marche e i report dell’Ata Rifiuti Ancona demoliscono totalmente la narrazione della maggioranza. Mentre Jesi scende sotto la soglia minima, la media della provincia di Ancona si attesta saldamente al 72%. Gli altri Comuni, quindi, tengono il passo: l’84% dei Comuni marchigiani supera stabilmente il target del 65%, con moltissime realtà della nostra provincia ben oltre il 70%».
«Se le regole escludevano gli sfalci ovunque, come mai gli altri Comuni hanno saputo gestire la transizione mantenendo alti gli standard, mentre solo a Jesi si registra un calo strutturale? La verità è che non siamo di fronte a un problema burocratico, ma a una manifesta e accertata incapacità di pianificazione e gestione del servizio da parte di questa Amministrazione».
«Liquidare la questione come un “ennesimo falso allarme” e accusare le opposizioni di fare semplicismo è un atto di arroganza politica inaccettabile. I dati reali dicono che Jesi sta perdendo terreno sulla transizione ecologica. Invece di fare autocritica e trovare soluzioni insieme a JesiServizi, il Pd preferisce sminuire il problema e autoassolversi con comunicati fumosi».
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«Vedere nei rilievi di Per Jesi solo una “manovra elettorale” in vista del 2027 tradisce il profondo nervosismo di una maggioranza ormai priva di argomenti. Per il Pd ogni critica ai loro fallimenti è propaganda.
Per noi, invece, si tratta di difendere il decoro della città, l’efficienza dei servizi e le tasche dei cittadini, che pagano le tasse sui rifiuti e pretendono un servizio all’altezza».
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