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Ricette per il sorriso

COTTOEMANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

OGNI PAZIENZA HA IL SUO LIMITE

 

A me va bene tutto, ma le ballerine da uomo no. Negli anni ho assistito al lento declino estetico del maschio in stoico mutismo per non urtare la sua virile sensibilità. Ma adesso lui, santa pazienza, se ne sta approfittando. E dire che mi era già passata davanti qualunque atrocità: dai camperos coi graffi laterali alla John Wayne de noialtri, alla scarpa con la punta affilata per acciaccà le formiche negli spigoli…dai mocassini marroni col calzetto corto bianco alla Billie Jean, ai sandali francescani a strappo con l’unghia incarnita in bella vista. Ho sopportato la pantofolina con le iniziali ricamate sopra, lo zoccolo del dottor Scholls che rimbomba sui corridoi, l’imitazione della Timberland color senape bruciata, la Converse con le borchiette, le Hogan peffà il fighetto, la ciabatta fashion col pelo de struzzo e persino le Crocs col calzino de spugna. Ho mandato giù l’estinzione della cravatta, i jeans a cacarella, la mutanda griffata che esce dal pantalone e, schifis in fundo, il risvoltino alla pescatora. Adesso basta, c’è un limite a tutto, qua si rischia il blocco mestruale: le ballerine da uomo NO. Mi rifiuto categoricamente. Se non ve ne siete ancora accorti, anche l’occhio femminile vuole la sua parte. Quindi basta co’ ste stronzate modaiole, ma anche con la sciatteria da pensionati rassegnati e con certi inqualificabili orpelli anti-sesso. Via la canottiera da muratore con la bretellina scesa, via i colletti delle polo all’insù stile Dracula e via gli slip da bancarella “Kevin Klin” 3 paia 10 euro. È ora di finirla con quelle mortifere tute da ginnastica a rigoni bianchi con cui giocate tristemente ai videogames dal tabaccaro. Vogliamo l’uomo che non deve chiedere mai e, visti gli interessi accumulati, anche quello che non deve chiedere dove, come, quando e perché. Insomma: ari-datece qualcosa per cui valga la pena sognare! Qui stiamo raschiando il fondo del barile e non possiamo nemmeno consolarci coi divi dello spettacolo. So’ finiti i tempi in cui i Vip erano fonti di erotismo inossidabile come l’acciaio inox. Kim Rossi Stuart è diventato padre, a Bruce Springsteen gli si è ostruita la prostata, Rupert Everett è gay dichiarato e Enrique Iglesias ce l’ha piccolo. Volete che le eterosessuali si estinguano in massa?? Capirai…io è dai tempi del coming out di Ricky Martin e dei rumors su Keanu Reeves che ho preso in considerazione l’idea di farmi chiudere le tube. Certo, però, non potevo immaginare che oggi saremmo giunte a questo tracollo planetario. Aho, i mejo pennelloni so’ andati giù uno ad uno come birilli. Ma l’avete visto l’ultimo video che circola in rete di Russell Crowe, in cui lui si pettina barba e capelli? Io c’ho pianto mezzora. Weh, sembra il nonno de Heidi! Padre Altissimo lassù, perché ci hai fatto questo?? Un tempo Decimo Massimo Meridio con un’alzata di sopracciglio te seccava tutti i leoni del Colosseo e poi scatenava l’inferno. Adesso, con quel look da Babbo Natale featuring Mastro Don Gesualdo, te secca tutti i dotti vaginali e al massimo te scatena un rantolo de catarro. Visto come stanno le cose, io stabilirei in via ufficiale che nel mondo vige la legge dello zozzone e che, a partire da adesso, ognuno di noi può andare in giro come minchia gli pare. Pertanto, se è universalmente accettato il look maschile alla “Lassame perde”, per noi femmine saranno tollerati i tacchi bassi, la cellulite à pois e il pelo anarchico a mo’ di gramigna nei campi. Se poi volete che azzeriamo qualunque provocazione, anche virtuale, la smetteremo addirittura di postarci le poppe dal cesso di casa sottotitolandole con gli aforismi di Fabio Volo. E quando non ci selferemo più le poppe…che ne sarà di noi? Che cosa faremo?? Indove finiremo??! Quindi, amici del sesso opposto, compagnoni di Sherwood, care metà della mela dove c’è il vermino, per scongiurare questi tempi di vacche magrissime taglia 38, cercate finalmente di capire cosa vogliamo dire col nostro silenzio attonito quando la sera, per andare a letto, vi presentate col pigiamino attillato dell’Ipersimply. Che poi, per dormire, altro che le pecore, ci tocca contare i “ma chi me l’ha fatto fare”. E chi cazzo dorme più…

Gioia Morici

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