Jesi La Cerimonia delle benemerenze a Vitaliano Cinti e Nicolò Govoni
Ieri pomeriggio la consegna della cittadinanza alla memoria e di quella onoraria, il Sindaco: «Due culture e due mondi diversi accomunati dal senso civico e dalla passione per l’umano»
Jesi – Grande partecipazione ieri pomeriggio, presso la Sala consiliare del Comune, per la cerimonia di consegna delle cittadinanze onoraria e alla memoria rispettivamente al giovane fondatore di Still I Rise, il cremonese Nicolò Govoni e ai familiari del professore jesino Vitaliano Cinti, uno dei più autorevoli protagonisti della cultura del Novecento della nostra città.

Entrambe le benemerenze sono state approvate all’unanimità dal Consiglio comunale. La consegna è avvenuta da parte del sindaco Lorenzo Fiordelmondo.
«La città con queste benemerenze attesta l’introiezione di due personaggi e di due culture, mondi ed epoche diverse accomunate dalla condivisione dei valori civici, dalla dedizione per l’umano e dalla promozione della pace».

«Il professor Cinti attesta una profondità culturale, simbolo dell’identità della città, con il suo senso civico e la sua attività intellettuale ci ha fatto sentire parte del mondo».
«La figura di Nicolò Govoni raccoglie e restituisce alla comunità un contenuto di pace e ci mette in relazione con il mondo e con l’altro».

La cittadinanza onoraria a Nicolò Govoni
A promuovere l’assegnazione della cittadinanza onoraria a Nicolò Govoni, l’Istituto comprensivo Federico II, la Fondazione Cardinaletti e l’associazione Inpact.
A precedere la cerimonia di consegna della benemerenza al giovane presente in sala, la lettura della motivazione: «Giovanissimo fondatore di Still I Rise, vale a dire l’organizzazione no profit impegnata nell’apertura di scuole per i bambini più vulnerabili in diversi Paesi del mondo, già candidato al Nobel per la Pace, Govoni ha improntato la propria esistenza a garantire ai minori – profughi, svantaggiati e orfani – istruzione, sicurezza e protezione, affiancando a tale meritoria attività una ricca testimonianza editoriale e divulgativa sui diritti fondamentali dell’infanzia, a partire da quello fondamentale dell’educazione scolastica, che hanno trovato ascolto in istituzioni internazionali e nelle comunità più direttamente coinvolte».

«Un momento davvero emozionante – ha detto Nicolò Govoni – non avrei mai immaginato 6 anni fa, quando tutto ha avuto inizio, di essere qui oggi a testimoniare i frutti di questa esperienza in cui crediamo nel profondo. Operiamo in contesti dimenticati, di cui nessuno parla, in Siria, ad esempio, si sta riaccendendo la guerra ma nessuno lo sa. Essere qui stasera mi permette di amplificare ancora di più il nostro messaggio, con la promessa di fare sempre di più e sempre meglio».
Ieri sera il giovane Govoni ha incontrato anche le associazioni di volontariato presso il Teatro Concordia di Cupramontana e stamattina è previsto l’appuntamento con circa 1.800 studenti delle scuole di Jesi alla Multisala Giometti.

Cittadinanza benemerita alla memoria a Vitaliano Cinti
A presentare le doti intellettuali e i valori civici manifestati nella vita del professor Vitaliano Cinti, Paolo Morosetti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi – promotrice della candidatura – e il professor Gabriele Fava, ex sindaco della città, che hanno ricordato aneddoti ed episodi della sua vita di insegnante e di intellettuale, impronta indelebile della città e della jesinità.
Questa la motivazione che ha determinato l’assegnazione della cittadinanza benemerita alla memoria: «Vitaliano Cinti è tra i più autorevoli protagonisti della cultura di Jesi del Novecento, uomo di scuola e italianista di eccezionale competenza, studioso dai molteplici interessi. Cinti è stato autore di prestigiosi volumi, tra cui costituiscono pietre miliari quelli sulla storia della nostra città. A tale prolifica produzione letteraria ha unito un non minore impegno sociale che lo ha visto, tra l’altro, tra i fondatori del Rotary Club Jesi e della Libera Università per Adulti».

La pergamena è stata consegnata dal primo cittadino alla figlia Gabriella Cinti.
«Ho alzato la pergamena verso il cielo, perché l’anima e lo spirito sono ovunque e so che lui l’ha vista. Grazie infinitamente per questo riconoscimento ricevuto e a chi lo ha proposto e grazie per il ritratto che avete fatto di nostro padre. Una personalità così composita che davvero rispecchiava l’anima della cultura e la cultura dell’anima».
«Dotato di un rigore straordinario che coniugava con una passione entusiasmante verso l’umano e in particolare verso gli umili, un retaggio manzoniano? Non lo so, forse una fattezza personale. Le storie che ha raccontato di Jesi nei secoli testimoniano questa sua attenzione agli ultimi, storie di persone che se non ci fosse stata la sua testimonianza, oggi non avrebbero memoria».
«Era dotato anche di senso dell’umorismo, che utilizzava sapientemente per mettere in discussione anche se stesso. Il 2 giugno del ’79 gli è stato consegnato il Cavalierato della Repubblica per alti meriti culturali, ma di questo non ha fatto parola con nessuno, lo abbiamo scoperto dopo la sua scomparsa. Mi fa piacere condividere con voi questa notizia, evidentemente qualcuno si era accorto di lui e ne aveva riconosciuto il valore intellettuale».
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