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Lettere & Opinioni

JESI / Piazza sì piazza no? E tra qualche decennio ricorderemo…

A Jesi la sinistra da troppi anni inghiotte bocconi amari: «Tu che farai oggi, Tenente Drogo?»

JESI, 14 settembre 2020 – Magari tra qualche decennio ricorderemo, a Capodanno, davanti alla Tv, col tradizionale messaggio augurale del Presidente della Repubblica Matteo Salvini: «Oh, te ricordi quando potevamo provare a fare qualcosa per fermare ‘sto st***? E invece facevamo battutine sapienti, inneggianti al fair play istituzionale, prima i programmi, la politica non è solo slogan e promesse? E dicevamo che la gente capiva, che ‘sti buzzurri si classificavano da soli!».

Pausa, allungando l’orecchio al discorso del Presidente Salvini… «Oh, però li porta bene i suoi 70 anni! È proprio vero che l’erba trista….». Questi saranno i discorsi dei tardivamente ravveduti, di quelli che oggi ancora credono che prima si debba pensare la politica e poi… e poi la comunicazione (leggi: slogan e rete di comunicazione) dopotutto non serve.

Di quelli che oggi pensano che sia una bella pensata il non andare in Piazza della Repubblica a contestare il Salvini. Oggi una nutrita schiera di sigle segnatamente di sinistra si prodiga in un comunicato che spiega (con condivisibilissime argomentazioni di fondo, ma più proprie ad altro frangente) i perché «noi non ci saremo». Non so. Sarà perché vengo da una cultura sportiva (sapete, quelle cose che sali su un ring e te le dai con un altro, che entri in campo in 11, in 5, in 8 e cerchi di buttarla nella rete degli altri 11, 5, 8…? Insomma una di quelle cose che in campo ci devi entrare, non far giocare l’avversario a porta vuota…). Sarà che il Tenente Drogo (del film Il deserto dei Tartari, ndr) a me ha fatto sempre un’immensa pena, pover’uomo…

Quel che sia, a Jesi la sinistra (tutta! dagli anarchici ai liberaldemocratici, riformisti, innovatori…) da troppi anni inghiotte bocconi amari. Si rinchiude a spiegare i perché e i come e i distinguo e le ragioni… Negli spazi limitati del “tra di noi“, apparendo al popolo spesso senza voce.

Ma niente paura! Ci stiamo formando, informando, elaborando, metabolizzando; saremo i più competenti che avrete mai visto! Anzi già lo siamo! I guerrieri della democrazia! Anche se a Jesi siamo geograficamente (e politcamente) alla “periferia dell’impero“. Beh, oggi i Tartari si raduneranno – non alle porte! – in Piazza della Repubblica. Il centro della città di Federico II! Nello stesso punto dove i popolani, non le élite, gridavano della liberazione dal nazifascismo.

Proprio lì, davanti la casa natale di Rafael Sabatini (che diede vita a un immortale pirata della letteratura, non ad un barbaro…). Il centro di questa città.

Tu che farai oggi, Tenente Drogo?

Max Giorgi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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