Cronaca
Chiaravalle Roberto Rabboni e l’incontro col Papa: «Non è più uscito dal mio cuore»
Nel 2014 il pellegrinaggio di 70 giorni, con 1.000 miglia pagaiate in canoa e 400 chilometri percorsi a piedi, l’insegnante chiaravallese giungeva a San Pietro e ricevuto dal Santo Padre gli consegnò l’immagine della Madonna di Loreto
Chiaravalle – Era il 18 agosto 2014, un mercoledì. Dopo un pellegrinaggio di 70 giorni, con 1.000 miglia pagaiate in canoa e 400 chilometri percorsi a piedi, Roberto Rabboni, insegnante chiaravallese di scienze motorie e cultore dello yoga, giunge a San Pietro e viene ricevuto da Papa Francesco al quale consegna l’immagine della Madonna di Loreto, che tanto accuratamente aveva trasportato per mare e per terra.
«Siete l’esempio del coraggio e della speranza», disse Papa Francesco a Roberto Rabboni e agli intrepidi amici che lo avevano accompagnato nei 70 giorni di pellegrinaggio.
L’incontro tra il Papa e Roberto Rabboni, raggiunto dalla moglie Catia, dai valorosi amici che lo avevano accompagnato a turno nei 2 mesi e mezzo di canoa e di camminate per mezza Italia e dalla trentina di chiaravallesi che non avevano voluto mancare all’indimenticabile dialogo col Pontefice, aveva regalato momenti spirituali, lacrime di gioia, silenzi ammaliati e sorrisi ammirati.
Ricordi che oggi Roberto Rabboni rivive con tenerezza dopo aver appreso della morte del Santo Padre Bergoglio.

«Che emozione fortissima – esclama – che persona stupenda! E che occhi, che sguardo! Quando il Papa, dopo essere uscito dalla Sala Nervi, mi ha fissato mi ha lasciato interdetto: quanto amore, quanta pace, quanta serenità. Sembrava mi facesse una radiografia dell’anima con quegli occhi dolci e autoritari allo stesso tempo che ti scrutavano dentro: mi sono sentito di abbandonarmi in lui, mi sentivo abbracciato dal Papa e il suo abbraccio partiva dagli occhi, uno sguardo che non dimenticherò mai».
L’insegnante chiaravallese ricorda quel giorno di agosto del 2014.
«Gli lasciai un contenitore con tutti i messaggi della gente che aveva avuto un pensiero per lui, raccolti durante il nostro pellegrinaggio, tra cui quello di Emma Tenenti, una chiaravallese speciale che era ospite alla Casa di riposo: il Papa le rispose dopo pochi giorni e lei ne fu felice».
Roberto Rabboni da esperto e appassionato canoista si affida a un paragone.
«Quando ero di fronte al Papa ho visto tante onde come accade quando sei in canoa quando puoi fare solo tre cose: affrontare le onde da spavaldo, col petto in fuori e avere la peggio perché il mare vince sempre, far finta di nulla e cercare di fartele passare sopra oppure lasciarti trasportare fin dove vogliono loro. Io ho scelto l’ultima opzione quando ero di fronte a Papa Francesco ed è stato emozionante».
«Ho ricevuto una grazia immensa. Non andrò al funerale del Papa perché non mi piacciono le celebrazioni ma soprattutto perché da quel giorno non è più uscito dal mio cuore. Oggi con lui muore anche una parte di me. Ma è tutto il resto che rimane, illuminato da quell’incontro che voglio coltivare».
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