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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO

 

Polo sud: uno scienziato ha pugnalato il collega perché gli svelava il finale dei gialli. Onore e rispetto a Sergey Savitsky (che per praticità chiameremo Sergio), ricercatore russo in missione a Bellingshausen – Antartide (e m’hai detto “cotica”), che ha dato una lezione alla peggior specie di spoiler, rappresentata da Oleg Beloguzov (che chiameremo Lello). La peggior specie, già: 1) perché se riveli il finale di un libro, in particolare giallo, sei infame 2) perché se lo riveli in un posto dimenticato da Dio dove non c’è altro da fare che leggere sei una merda. La storia è questa: il poro Sergio vive da 4 anni tra i pinguini e si fa alla stragrande i cazzi suoi, quando a un certo punto gli piazzano accanto ‘sta faccia da merluzzo (v. foto). Sebbene vicino a sé vorrebbe una bella fica, Serge’ non si lamenta e per 6 mesi ci lavora insieme 24 ore su 24. Come passano le giornate? Si dedicano al monitoraggio ambientale, alla cartografia, al geomagnetismo, osservano la ionosfera, le aurore polari e le variazioni meteorologiche. In poche parole: si fanno due coglioni così. Eppure, in barba alle palesi avversità del destino, Sergione non si dà per vinto e riesce a trovare un modo per sfangare la sua vita di merda: la sera, dopo il lavoro, si mette a letto e legge romanzi polizieschi. La vedete la tiepida tenerezza in questo oceanico freddo glaciale? In fondo, per essere felice, Sergio chiede solo un briciolo di evasione mentale che non disturba nessuno. Perché lui lo sa che, anche se campi tra i trichechi, non devi scassare la minchia. Ma Lello no. Lello è dispettoso. Lello è di quelli che deve farsi notare ad ogni costo. Lello è come quei bambini che al ristorante urlano ininterrottamente finché non hanno rovinato la cena a tutti. Lello è il cuginetto malefico che ti dice che Babbo Natale non esiste. È il bambino che non sa giocare a calcio e ti buca il pallone per mandare a monte la partita. È il fratello geloso che affoga di nascosto la sorellina. Lello, in poche parole, è un grandissimo testa di cazzo. Perché uno che se la gode nel toglierti metodicamente l’unica gioia della giornata come lo vuoi chiamare? Proprio così: tutte le sere, puntualmente, Lello spoilera i finali dei libri di Sergio e poi ride, ride…sottovalutando il famoso proverbio “scherza coi fanti ma lascia stare gli scienziati russi che fanno i gargarismi con la vodka”. Infatti, daje oggi, daje domani, Sergione una mattina si sveglia con le palle surgelate di traverso e, all’ennesima sghignazzata in faccia, sbotta: “Ma che cazzo te ridi??”. Quindi va in cucina, prende un coltello e zaaac, una bella X sul petto del compare. “Sto film adesso come finisce, eh?! Dimmelo, razza de un villan porco!”. Il film finisce con Lello all’ospedale e Sergio agli arresti domiciliari. Ma io, signori della corte, mi oppongo. Chiedo la scarcerazione immediata del baffone della steppa, perché, a guardar oltre le apparenze, rappresenta quelle anime buone che, oltraggiando i soprusi e le sfighe dell’avversa fortuna, hanno eretto un piccolo ma valoroso baluardo nello sconfinato mare della stronzitudine. Sergione non è un criminale, siòri della giuria, bensì un partigiano della resistenza quotidiana che ha combattuto a difesa della grande legge del cosmo che giammai – persino in culo al mondo – deve essere infranta: farsi i cazzi propri. Merita un encomio, non la galera. Vostro onore, ho finito. Prego in sottofondo sfumare “Oh, Katiuscia, hai fatto tu la piscia? Sì, Dimitri, ne ho fatti 5 litri…”, con caipiroska come se piovesse e molti baffi sopra e sotto per tutti. FINE.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

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