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Attualità

JESI / Sala consiliare, nuovo sistema integrato audio e video

Costo 45 mila euro, Marco Giampaoletti, Lega, ricorda di aver proposto il medesimo intervento un anno fa: «Avevo ragione io»

JESI, 26 ottobre 2020Approvato dalla Giunta il “progetto per la fornitura, con posa in opera, di un nuovo sistema integrato audio e video per la sala consiliare”.

La sala consiliare del Comune di Jesi è dotata di impianti audio e video ormai «obsoleti e mal funzionanti, tant’è vero che più volte sono stati interessati da guasti» si legge nell’atto istruttorio.

Non è più garantita la manutenzione degli stessi ed è sempre più difficile reperire sul mercato le parti di ricambio: nonostante siano stati effettuati interventi parziali di riparazione dei microfoni attualmente funzionanti, in quanto non più sostituibili con nuovi, la gestione audio dell’impianto microfonico è diventata difficoltosa, sia per la fruizione in sala che per la registrazione delle sedute consiliari.

«Lo streaming web attualmente prodotto dagli impianti in dotazione è obsoleto, una telecamera è malfunzionante e fornisce un flusso fuori dagli standard odierni – si legge nella deliberazione della Giunta -. L’attuale impianto richiede l’impiego di uno o più dipendenti comunali per espletare la regia delle sedute consiliari attraverso operazioni manuali. La Sala del Consiglio comunale è stata, inoltre, oggetto di recente restyling con una manutenzione straordinaria degli arredi ed è intenzione dell’Amministrazione procedere alla sua riqualificazione dotandola di nuovi impianti che ne consentano una migliore fruizione».

Per l’individuazione del soggetto a cui affidare la fornitura e posa in opera sarà avviata una procedura di gara ad evidenza pubblica, previa manifestazione di interesse.

Marco Giampaoletti

Marco Giampaoletti

Spesa prevista di 45 mila euro. La richiesta arriva dal Presidente del Consiglio Comunale, Daniele Massaccesi,  «ma a maggio del 2019 – ricorda Marco Giampaoletti, all’opposizione con la Lega – avevo fatto una mozione che impegnava il Comune per la medesima cosa: visto che i microfoni non funzionavano ed eravamo costretti a far passare quello mobile per ogni intervento. Non c’era il denaro,  mi era stato detto, e il lavoro non era indispensabile, così mi era stato risposto anche dai consiglieri di maggioranza. Evidentemente,  nvece, avevo ragione a chiedere interventi».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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