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Cronaca

Cerreto d’Eși Electrolux, segnale di apertura ma non soddisfa la soluzione

Tavolo di confronto oggi al Mimit, l’Azienda esclude la chiusura dello stabilimento superando l’ipotesi dei licenziamenti unilaterali, per il sito marchigiano previsto un percorso di reindustrializzazione supportato da un advisor

Cerreto d’Esi – Mantenere alta la guardia. Queste le reazioni marchigiane agli sviluppi odierni sulla vertenza Electrolux.

«Le novità emerse durante il tavolo di confronto sulla vertenza Electrolux rappresentano sicuramente un segnale di apertura. Per la prima volta si è discusso di un nuovo piano industriale che esclude la chiusura degli stabilimenti e supera l’ipotesi dei licenziamenti unilaterali, prevedendo per il sito di Cerreto d’Esi un percorso di reindustrializzazione supportato da un advisor. Tuttavia, continuo a ritenere questa soluzione non soddisfacente e ho chiesto all’Azienda di riconsiderare la propria posizione, valutando la prosecuzione dell’attività produttiva Electrolux anche nello stabilimento marchigiano».

Così il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, presente al tavolo romano del Mimit insieme con l’assessore al Lavoro, Tiziano Consoli.

andreoli

«Continuiamo a ritenere che l’obiettivo debba restare quello di mantenere la presenza produttiva di Electrolux a Cerreto d’Esi. Il nostro timore è che la reindustrializzazione del sito possa tradursi in una perdita di certezze per i lavoratori e per il territorio. Quando una grande realtà industriale viene sostituita da un soggetto di dimensioni più ridotte, infatti, non sempre possono essere garantiti gli stessi diritti e le tutele occupazionali».

«Per questo abbiamo chiesto che, anche alla luce delle azioni che si stanno compiendo a livello europeo e delle iniziative in corso per sostenere il comparto degli elettrodomestici, venga mantenuto aperto il confronto prima di assumere decisioni definitive. Il lavoro che si sta svolgendo in Europa, per il quale ringrazio il Governo, rappresenta una novità importante e può offrire nuove prospettive a un settore strategico per l’economia. Restiamo in attesa che l’Azienda dia seguito alle aperture manifestate oggi e dimostri concretamente la volontà di accogliere le richieste avanzate al tavolo istituzionale», ha concluso Acquaroli.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Cerreto, David Grillini.

«Oggi Electrolux ha ritirato il precedente piano industriale e ha presentato un nuovo quadro di interventi. Per Cerreto d’Esi, però, la questione resta particolarmente delicata. L’Azienda continua a ritenere non sostenibile la produzione delle cappe aspiranti. Viene previsto il mantenimento della produzione nella fase transitoria e viene annunciato un percorso di reindustrializzazione, con il coinvolgimento dell’advisor Vertus Srl, di possibili partner industriali e delle istituzioni e delle parti sociali. Non possiamo confondere il mantenimento temporaneo della produzione – aggiunge – con la garanzia del futuro dello stabilimento. E non possiamo considerare una reindustrializzazione come acquisita finché non esiste un progetto industriale concreto, con investimenti, tempi, soggetti e soprattutto posti di lavoro. Cerreto vuole continuare a essere un luogo dove si produce. Questa è la nostra posizione politica e istituzionale. Oggi non abbiamo ancora vinto, ma non abbiamo nemmeno perso. La battaglia continua», ha concluso.

Prossimo incontro al Mimit il 29 ottobre.

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