Cronaca
Jesi Guano al Sert, una storia di degrado senza fine
Il vialetto di nuovo impraticabile nonostante una volta a settimana si proceda alla pulizia ma evidentemente non basta a tenere il passo con i piccioni che lì ci vivono quotidianamente
Jesi – C’è di nuovo un tappeto di guano al Sert, il Servizio territoriale dipendenze patologiche (Stdp) situato lungo Corso Matteotti, a pochi passi dall’Arco Clementino.
Ad essere interessato dalla sporcizia prodotta dai piccioni il vialetto pedonale che costeggia l’area del vecchio laboratorio analisi dell’ex ospedale, che conduce all’ingresso del locale per la somministrazione dei farmaci per i pazienti in cura.

Un luogo deputato alla sanità pubblica che è ormai da tempo in queste condizioni indecenti oltre che insalubri per la totale assenza di igiene e decoro.
L’area è stata in diverse occasioni ripulita e sanificata su mandato dell’Ast, in risposta alle segnalazioni ricevute, quindi quando la situazione di sporcizia diventa insostenibile. L’ultima igienizzazione è avvenuta lo scorso maggio e da lì in poi si è stabilito, a quanto ci risulta, di effettuare una pulizia a cadenza settimanale.
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Ma il guano si riproduce quotidianamente, data la presenza massiccia dei volatili, e questa cadenza, introdotta nel tentativo di mantenere il decoro dell’area, sembra non essere assolutamente sufficiente a garantire uno stato di decenza del vialetto.
Neanche l’installazione della rete sulle pareti dell’edificio come deterrente per evitare che i piccioni si possano appollaiare sui balconi della facciata dell’ex ospedale è andata a buon fine. Soprattutto perché questa non copre i muri interamente fino al tetto, quindi i piccioni si sono semplicemente spostati sui balconi del piano superiore, al di sopra della rete.


La problematica finora non ha trovato soluzione ed è oggetto di segnalazioni ormai da due anni.
La pulizia qui è un atto dovuto, una forma di rispetto non solo per gli utenti del servizio, che nel percorso di riabilitazione dovrebbero essere accompagnati dall’igiene e dal decoro, ma anche per i sanitari che vivono quotidianamente il disagio della sporcizia.
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