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Pubblicità comparative: ci si può fidare?

Pubblicità comparative ci si può fidare

Quali sono le regole dell’ADV di comparazione? I consumatori possono fidarsi di spot che mettono a confronto due competitor?

Le pubblicità comparative rappresentano una strategia di marketing ancora molto utilizzata. Vanno però maneggiate con attenzione, come oggetti delicati.

Se realizzate in modo non professionale, possono infatti rivelarsi boomerang dall’effetto negativo.

Quali sono i modi per metterle in campo in modo utile per i possibili clienti?

Come promuovere la propria attività senza denigrare i competitor? I consumatori possono fidarsi?

Cos’è la pubblicità comparativa?

Si tratta di una tipologia di promozione che mira a confrontare due servizi o prodotti.

Lo scopo? Evidenziare i pregi di una delle due. Attenzione però.

Tale tipo di advertising non deve assolutamente denigrare il concorrente. Va da sé che tutto ciò che viene detto nello spot o nell’articolo deve essere assolutamente veritiero.

Il rischio è incorrere in pesanti sanzioni da parte del garante delle telecomunicazioni o AGCOM.

Esempi di pubblicità comparativa

È una strategia di marketing ancora molto in voga.

Mettere a confronto i prodotti di un’azienda con quelli di un’altra può essere uno strumento di promozione commerciale davvero efficace. Un esempio vincente?

Alcuni anni fa la Pepsi pubblicò uno spot per la televisione: un bambino davanti a un distributore automatico acquista due lattine Coca-Cola,

Ma non per berle. Le userà come trampoli per arrivare all’altezza del tasto per selezionare la Pepsi. Si tratta di uno spot estremamente ironico, in cui l’azienda avversaria non è affatto denigrata.

Semplicemente il ragazzino non preferiva il soft drink dall’etichetta rossa.

Un altro esempio riguarda il mondo del gaming online.

Betnero, noto casinò online, ha effettuato uno studio di comparazione con il suo competitor Eurobet, mostrando con trasparenza giocabilità e customer service a confronto.

A tal proposito indispensabile la citazione che mette in risalto il concetto: “Non c’è modo migliore di giudicare un prodotto se non quello di confrontarlo con un altro prodotto di qualità, per far emergere chiaramente tutti i vantaggi e gli svantaggi.”

Come fare bene una pubblicità comparativa?

Perché abbia successo, un ADV che confronta avversari deve essere realizzata con professionalità. I consumatori fiutano toni enfatici e denigratori allontanandosi.

Il garante delle telecomunicazioni potrebbe emettere sanzioni in caso di danno all’azienda a confronto.

Bisogna innanzitutto quindi essere sinceri. Bando assoluto a informazioni false. Non si deve in alcun modo causare un danno all’azienda concorrente.

Lo spot può avere un mood ironico e genuino o puntare sul dovere di informazione dei consumatori. Sì all’oggettività.

I consumatori possono fidarsi di una pubblicità comparativa?

Il potere dell’ADV di comparazione è quello di offrire ai consumatori uno strumento informativo completo sull’offerta del mercato, in riferimento al settore di appartenenza.

In questo modo, la trasparenza e la consapevolezza per i consumer aumentano considerevolmente.

Perché un dato servizio è migliore di un altro? Quali sono le ragioni per scegliere proprio quel brand e non quell’altro?

Queste le domande a cui risponde uno spot a confronto, rappresentando un utile strumento di scelta per i possibili clienti.

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